“Sinofagia”: l’horror cinese in quattordici magnifici racconti da divorare

Conoscere la letteratura di una nazione significa anche approfondirne la cultura, e di conseguenza la letteratura, e add editore ha deciso di offrire una preziosa opportunità aprendo le porte a un genere molto in voga in Oriente: l’horror. La collana Asia è stata inaugurata all’inizio dello scorso autunno, e include diverse uscite molto interessanti, e con copertine accattivanti; noi abbiamo già avuto modo di leggere e apprezzare i racconti indonesiani della raccolta “Gli schiavi di Satana” (qui la ns recensione), e ci siamo poi magnificamente persi nella lettura di un’altra raccolta di racconti, a dir poco splendida, dal titolo “Sinofagia” (2025, pp. 432, Euro 20,00), a cura di Xueting C. Ni, scrittrice, saggista e traduttrice di origine cinese, residente nel Regno Unito.
L’autrice, dopo aver pubblicato la raccolta “Sinopticon”, dedicata alla fantascienza cinese, ha deciso di continuare nella stessa direzione, ma cambiando genere, da fantascienza a horror. Dopo un’attenta selezione, ha raggruppato quattordici racconti horror di autori cinesi, aggiungendo di suo pugno, al termine di ognuno di essi, una nota esplicativa che aiuta il lettore a comprendere pienamente la storia, facendo luce su culture e tradizioni. Tutte le storie esercitano una forza ammaliante, non si riesce a staccare l’occhio dalle pagine fino alla fine. Si divorano e, a tal proposito, non potrebbe esistere titolo più azzeccato di “Sinofagia”, un termine che l’autrice ha creato dalla fusione tra il prefisso “sino”, ad indicare la Cina, e il suffisso “-fagia”, che indica “il divorare”. Serviva un titolo inquietante, che ben rappresentasse la tipologia della raccolta. E il risultato è eccellente, i quattordici racconti, ognuno in modo diverso, si avvalgono di elementi reali o soprannaturali, e riescono pienamente nel creare angoscia e tensione, nonché un’acuta riflessione su temi come la vita e la morte, le relazioni, i sensi di colpa, e così via. Un denominatore comune è, come già accennato, la magnifica scorrevolezza della narrazione, e una lode di certo va sicuramente alla traduzione di Giulia Massellucci.
Facendo qualche esempio, il primo racconto “La ragazza nella pioggia”, di Hong Niangzi, prende spunto da leggende metropolitane che diventano realtà, in modo spietato e inevitabile, in “L’hotpot dello yin e dello yang” di Chuan Ge, il piatto tipico della città di Chongqing, diventa il fulcro dell’incontro, dopo tanto tempo, di un uomo e della sua ex fidanzata, ma quest’ultima, pur sembrando in carne e ossa, in realtà è solo il suo spirito. E ancora, in “Cronache dello Xiangxi” di Nanpai Sanshu il narratore è un ragazzo che riporta i racconti del nonno sullo Xiangxi, e con essi la missione affidata a un uomo, chiamato il “grande Buddha” di sacrificare un neonato alla sacra divinità della montagna, Shanshen, per mantenere la pace. Un altro racconto mozzafiato è “La stanza proibita” di Zhou Haohai, dalle forti sfumature thriller, che tiene alta la tensione alta fino all’ultima riga.
Ogni autore descrive il proprio habitat di azione, e tra di essi sono presenti anche Goodnight, Xiaoqing, considerata “superstar” della narrativa cinese, Zhou Sanshu, padrino del thriller e Yimei Tangguo, una delle più rinomate scrittrici di suspense cinese, che scrive storie d’amore sotto forma di racconti horror.
Una lettura vivamente consigliata, che coinvolge in ogni sua pagina, così tanto che si vorrebbe non finisse mai.
Roberta Usardi







