“Lights on Chaplin”: il teatro muto in bianco e nero al Fringe Milano Off

Un tuffo indietro nel tempo, fino ad approdare in una grande metropoli immaginaria, nel 1931, anno in cui Charlie Chaplin scrive, interpreta e dirige il film muto in bianco e nero “Luci della città” (titolo originale City Lights: A Comedy Romance in Pantomime) , tra i più famosi della sua carriera.
Al Fringe Milano Off Festival, la magia di Chaplin si ricrea grazie a una compagnia francese di Grenoble, che porta in scena, naturalmente in bianco e nero, una versione teatrale del famoso film, chiamandola “Lights on Chaplin”. Uno spettacolo muto, con pianoforte dal vivo, che ripercorre la storia di Charlot e la fioraia cieca, intrecciando la trama con invenzioni originali, che vanno ad esaltare la forma teatrale.
La compagnia riesce a modellare un mondo a parte, tanto che sembra davvero di vedere un film d’altri tempi, e davvero in bianco e nero! Tutti gli attori, a parte il protagonista, interpretano più ruoli, e in circa un’ora e mezza ripercorrono le vicende di Charlot, con alcuni momenti particolarmente efficaci, come la parte in cui Charlot viene assunto come cameriere (una differenza rispetto al film, dove invece viene assunto come netturbino) o l’incontro di boxe.
Gli attori Dmitri Rekatchevski, Olive Laurent, Alwina Najem-Meyer, Marguerite Vermersch, Jean-Baptiste Forest, Gabriel Ortega e Clément Darlu con la regia di Alwina Najem-Meyer, che ha curato anche l’adattamento, sono bravissimi e perfettamente calibrati: ogni personaggio si distingue senza difficoltà, e il ritmo alterna bene i momenti più delicati da quelli più esilaranti.
Non è usuale trovare uno spettacolo teatrale di questo tipo, ma di sicuro l’esperimento è riuscito e gli applausi finali ne sono stati la prova.
“Lights on Chaplin” ha donato un altro tocco di poesia al Fringe Milano Off.
Roberta Usardi








