“Dry Season” di Melissa Febos

“… era il momento di incontrare me stessa senza il buffer di un’ossessione romantica ed erotica.”
“Dry Season. Il mio anno di piacere senza sesso” (nottetempo, 2026. pp. 360, euro 20,00, traduzione di Federica Principi) di Melissa Febos è un memoir intenso e lucido che esplora il desiderio, la dipendenza affettiva e la ricerca di sé attraverso una scelta radicale, quella dell’astinenza dalle relazioni sentimentali e sessuali. Mettersi al primo posto significa anche rinunciare. Dopo una delusione, Melissa Febos decide di ripartire. Da sé stessa. Anche se questo significa rinunciare alla chimica e a quei richiami del corpo che, a volte, ci spingono verso l’altro.
Un tempo di castità che, per Melissa Febos, si rivela il più felice della sua vita. A volte bisogna solo scegliere di allontanarsi da ciò che abbiamo sempre fatto e prendersi una pausa dalla vita che abbiamo sempre vissuto e che, il più delle volte, ci sfinisce. Fermarsi. E scoprire che in questo modo “c’è tanto spazio in più da abitare” dentro di noi. A volte non sai cosa sta accadendo, ma hai solo un’unica certezza: è il momento che qualcosa deve cambiare.
In tutto questo c’è la scrittura, potente e salvifica – come possiamo leggere anche nel suo volume “Questa mia carne” – che porta “a un confronto con le verità emotive”. La Febos intreccia riflessione personale, memoria e riferimenti a personaggi storici e personalità letterarie – dalle beghine medievali ad altre figure femminili della tradizione – dando vita a una narrazione chiara e profonda. Il suo stile è diretto ma sempre raffinato, capace di raccontare con onestà temi complessi senza mai cadere nel sentimentalismo.
“Alcuni di cavalieri un esercito, altri di fanti,
altri di navi dicono che sulla nera terra
sia la cosa più bella, mentre io ciò che
uno ama.” – (Saffo – Frammento 16)
“Dry Season” è un libro che invita a rallentare e a interrogarsi sui propri bisogni e sulle proprie abitudini affettive. Non offre soluzioni semplici, ma apre uno spazio di riflessione profondo e necessario. Un memoir coraggioso e consapevole, che mette al centro la possibilità – che a volte ignoriamo – di scegliere sempre sé stessi. Fermarsi non significa perdere, ma ricomporsi, riconoscersi, costruire e fare spazio alla propria libertà.
Marianna Zito








