“Les Virtuoses” al Teatro Menotti di Milano: musica, magia e divertimento

Musica, teatro, illusionismo, e scene esilaranti.
Questi gli elementi che hanno caratterizzato uno spettacolo davvero straordinario, andato in scena al Teatro Menotti di Milano dal 15 al 18 ottobre. Si tratta di “Les Virtuoses”, ovvero lo spettacolo musicale dei due fratelli musicisti Mathias e Julien Cadez, con gli attori Anthony Rzeznicki e Anthony Coudeville.
Al centro del palco, un pianoforte a coda, protagonista di un’accesa contesa da parte dei due fratelli perché entrambi desiderano suonare. I due “virtuosi”, come dice bene il titolo dello spettacolo, sono i protagonisti di una sfida divertente, che mette in mostra la loro ineccepibile abilità di pianisti, a volte assumendo pose alquanto insolite, ma necessarie, pur di non staccarsi dallo strumento, senza mai nessuna pecca esecutiva, in un intrico di dita che passano con fluidità da uno spartito all’altro, in brani che spaziano dalla musica classica, alle colonne sonore a qualche breve incursione pop (con anche un piccolo omaggio all’Italia).
Oltre allo spiccato talento musicale i due fratelli, così diversi tra loro fisicamente, si contraddistinguono anche come personalità, e sono irresistibili nelle gag comiche che si susseguono di pari passo alla sfida musicale, grazie anche all’aiuto di due “concierge” molto particolari, i sopracitati Anthony Rzeznicki e Anthony Coudeville, che avevano già fatto notare la propria presenza nel foyer, nell’attesa che il pubblico entrasse in sala, e poi direttamente in platea, fino allo spegnimento delle luci. I due attori hanno contribuito a creare, ancora prima dell’inizio, un’atmosfera giocosa e divertente, stuzzicando gli spettatori, sempre senza parole, solo con gesti ed espressioni simpatiche. E il pubblico si è lasciato andare volentieri.
Risate quindi, tanta musica, e anche tanta magia, o meglio, trucchi di illusionismo che hanno dato un tocco davvero speciale a ogni numero, come ad esempio il fuoco di una candela che si è acceso all’improvviso, e che si può tranquillamente prendere con le mani e portare via con sé, oppure la penna d’oca che viene usata per scrivere sulla quarta parete. E questi sono solo alcuni accenni a un insieme molto più ricco, che va vissuto e goduto in prima persona, più che raccontato.
“Les Virtuoses” ricorda che ci si può ancora sorprendere delle piccole cose. Verso il termine, il pubblico è stato coinvolto: alcuni spettatori sono stati scelti come membri di un’orchestra immaginaria, diretta da uno dei due fratelli, riscuotendo grande approvazione. Con l’immaginazione, d’altronde, è possibile qualunque cosa, e questo ne è l’esempio. Quanto spesso dimentichiamo la nostra parte bambina che ci permette di essere in grado di fare tutto?
Tantissimi applausi e una standing ovation meritatissima per uno spettacolo che alleggerisce e rallegra il cuore.
Vive Les Virtuoses! Revenez bientôt!
Roberta Usardi
Fotografia di Stéphane Audran








