La poetica del corpo armonico torna al Teatro Menotti con “Avantgarde” della compagnia NoGravity

Arte, corpo, teatro, performance… tutto questo è racchiuso nel messaggio artistico e poetico della compagnia NoGravity, fondata vent’anni fa da Emiliano Pellisari, volto a unire diverse discipline artistiche, e riuscendoci meravigliosamente.
Dal 29 ottobre all’8 novembre la compagnia ha portato al Teatro Menotti di Milano lo spettacolo “Avantgarde”, a celebrare il ventennale di attività, uno spettacolo visionario suddiviso in quadri, in cui il corpo umano si muove armoniosamente, ed è in grado di creare forme e spazi incredibili, e creando l’illusione di poter davvero fluttuare nell’aria in assenza di gravità.
Sul fondo viene proiettato il pavimento e le sei figure femminili, neutre tanto da sembrare un unico corpo diviso in sei parti uguali, eseguono coreografie sia in piedi, ma soprattutto a terra, sparendo e comparendo con facilità. Non mancano semplici oggetti ad arricchire i diversi scenari: dai bastoni ai giornali, a sedie che ricordano il movimento delle onde, a semplici assi che unite, danno modo di comporre geometrie.
Le coreografie di Emiliano Pellisari fanno emergere una fluidità leggiadra, in perfetta sintonia con le scelte di Mariana/P come music designer e prima ballerina. Dalla musica elettronica alla classica, da sonorità etniche a melodie soavi, le performer che, oltre a Mariana P, sono Leila Ghiabbi, Giada Inserra, Marianna Caratelli e due altre danzatrici si muovono con una tale leggerezza, sia in piedi sia a terra, da chiedersi se siano davvero solo in sei e se davvero è possibile ottenere un risultato così spettacolare da un gioco ottico.
Lo spettacolo, come già anticipa il titolo, vuole esplorare le avanguardie del Novecento, a partire dal primo quadro, dove i corpi si muovono dentro a cubi, passando poi alle sbarre, tanto da ricordare i giocih dell’infanzia: i dadi, lo shanghai, e anche il gioco del tris.
Il concatenarsi dei quadri stila un percorso ben delineato, che parte dalle forme geometriche fino ad arrivare alla tela colorata, in un’immersione ed emersione in mezzo a una tela; ogni quadro / esibizione è bellissimo: dai giornali che diventano fiori, ai ventagli usati come gonne, ai veli bianchi che muta il corpo in crisalide e farfalla. Impeccabili e precise, le sei performer sono straordinarie, e non mancano di accendere il pubblico in scroscianti applausi.
“Avantgarde” è un esempio di come il corpo sia in grado di esprimere tanto quanto la voce, quanto sia davvero una macchina meravigliosa, accomunando tutti e creando capolavori. Non ci si stanca di ammirare i NoGravity, anzi, ci si incanta talmente tanto a osservarli, che si perde la cognizione del tempo.
Roberta Usardi










