Carne, buio e ossessioni digitali: il perturbante capolavoro di Still Life intitolato “Flesh” conquista il teatro Kismet di Bari

Inaugurare una stagione teatrale con un’opera interamente non verbale è una scommessa audace e importante, ma Flesh della compagnia belga Still Life, andato in scena al Teatro Kismet di Bari il 17 e 18 ottobre 2026, dimostra come la parola non sia affatto necessaria quando il corpo si fa assoluto strumento drammaturgico.
La regia magnifica e millimetrica di Sophie Linsmaux e Aurelio Mergola orchestra un meccanismo teatrale perfetto, sospeso tra il surrealismo più spinto e l’iperrealismo tragico, destrutturando la nostra complessa relazione con la materialità biologica dell’essere umano.
Diviso in quattro quadri autonomi (una degenza ospedaliera, un’immersione virtuale, una riunione familiare e un primo appuntamento), lo spettacolo si regge su un’immensa bravura attoriale. Il cast dimostra una professionalità e una disciplina fisica sbalorditive. Privati del supporto del testo, senza la parola, gli attori e attrici lavorano millimetricamente sulla mimica facciale e corporea, sulla precisione gestuale e sono capaci di strappare risate nervose un secondo prima e suscitare nel pubblico una profonda angoscia nel quadro successivo. La loro dedizione trasforma ogni singola interazione fisica in un saggio di altissima prova attoriale.
A sublimare questa straordinaria performance concorre un apparato tecnico di rarissima precisione, dove i giochi di luci e suoni non fanno da semplice contorno, ma agiscono come veri e propri personaggi. Il disegno luci, geometrico e spietato, taglia lo spazio isolando i corpi e accentuandone la solitudine o la grottesca fusione. Il sound design è altrettanto magistrale: amplifica i rumori organici, dilata i respiri e frammenta i silenzi, creando un’atmosfera claustrofobica che stringe lo spettatore alla poltrona.
Flesh è un’opera totale, un perturbante specchio della nostra fragilità esistenziale che conferma il successo internazionale della produzione e la lungimiranza del Kismet nel portarlo in esclusiva nazionale. Una magistrale lezione di teatro contemporaneo che ridefinisce i confini del teatro senza parola.
Lucia Amoruso








