“I tre porcellini” al teatro San Carlino di Roma

Cosa c’è di più bello delle ottobrate romane, quando decidi di andare a Villa Borghese al Teatro San Carlino, per vedere “I tre porcellini”? Vabbè sì, sicuramente ci sono tante cose belle da fare nella nostra città, ma io vi assicuro che di questa davvero non vi pentirete, nemmeno voi adulti che state sghignazzando mentre leggete queste parole! Perché già il siparietto introduttivo vi farà subito capire con chi avete a che fare: Marco Ceccotti e Camilla Ribechi, che animano i meravigliosi personaggi, e Tommaso Borracci, alle percussioni dal vivo, non sono soltanto bravissimi artisti, ma anche fantastici padroni di casa e divertentissimi interlocutori per grandi e piccini. Tanto che, per un attimo, vi assicuro che penserete ahimè anche al vostro 730!
Il Teatro San Carlino diviene subito casa, un posto caldo e accogliente dove sentirete tanto calore e conforto. Qui, d’altronde, la magia ha radici profonde: il San Carlino nasce a Torino nel 1979 da un’intuizione di Michele Vitiello e Vera Zamuner – per tutti Donna Peppa! – e diventa una storia di famiglia e di grande passione per il teatro dei burattini, che nel 2004 approda nella sua sede stabile a Villa Borghese. Sotto la direzione artistica di Caterina Vitiello, il San Carlino è una vera e propria bottega artigiana, dove i costumi e i pupazzi sono costruiti a mano e la cura per i dettagli contribuisce a dare vita alla magia del palcoscenico.
Ma torniamo ai nostri tre porcellini… e soprattutto alla figura che più crea timore nei bambini, il lupo! Un lupo sempre abbastanza romano (ovviamente) e di conseguenza un personaggio simpatico, ma anche buffo e decisamente affamato, che instaura subito uno scambio amicale con i piccini seduti tutti (o quasi, perché nel frattempo alcuni fifoni volano in braccio alle mamme), alle prime file.
La storia la conosciamo: i tre porcellini sono diventati grandi e devono iniziare il loro viaggio nella vita. Ma i tre fratellini non sono tutti uguali, c’è chi è più grande, più saggio e “noioso”, c’è chi è in mezzo e sta un po’ di là e un po’ di qui e poi c’è il più piccolo che ha sempre voglia di giocare. Sarà ovviamente la figura più salda a diventare un’ancora di salvezza e un posto sicuro per i due più piccoli. Riusciranno insieme a sconfiggere il lupo?!
L’umorismo e il rapporto con i personaggi permette ai bambini di avere fiducia in chi hanno di fronte, smorzando la paura del “cattivo” e imparando da ciò che la fiaba insegna loro: l’amore e la collaborazione tra fratelli o amici e a superare le piccole gelosie, per costruire qualcosa di solido e importante nella vita. “I tre porcellini” saranno in scena al Teatro San Carlino di Roma, all’interno di Villa Borghese, ogni sabato e domenica fino al 25 ottobre.
Marianna Zito








