Il Chiostri del Teatro Fontana di Milano accolgono i versi poetici di Pasolini con “Luce” della compagnia Instabili Vaganti

I Chiostri Bramanteschi del Teatro Fontana di Milano accolgono i primi spettacoli della nuova stagione “Il nemico”, in una cornice intima e pittoresca.
Dal 17 al 20 settembre ad animare questo splendido spazio è “Luce”, spettacolo reading – concerto con videomapping della compagnia Instabili Vaganti, omaggio a Pier Paolo Pasolini, che ha debuttato in prima nazionale l’anno scorso in occasione del cinquantesimo anniversario della sua morte.
La regia, di Anna Dora Dorno unisce in modo essenziale ed efficace le proiezioni video lungo le arcate dei chiostri a una messa in scena che vede Nicola Pianzola vestire i panni di Pasolini, o meglio, come dice lui stesso, diverntarne “voce, corpo e carne”, in un viaggio verso la luce, quella che trasuda dai suoi versi poetici, quella che illumina la vita e le dà un senso.
“La poesia è qualcosa di oscuro che fa luminosa la vita.”
Le musiche di Bach e Couperin, suonate dal vivo da Enrico Bernardi, al pianoforte e clavicembalo, accompagnano nel crescente pathos il percorso di Nicola Pianzola, che concretamente si sveste per lasciare spazio, in sé, a ciò che è stato Pasolini, rendendosi suo vero alter ego, diventando un tutt’uno con ciò che lo circonda con movimenti del corpo e recitando quei versi che delineano il complesso animo del poeta, che tuttavia si sente pienamente libero e slegato da ogni credo che non sia il suo.
Scrivere poesie per Pasolini è una forma di difesa e allo stesso tempo di lotta, in un’epoca di dilaganti pregiudizi; proprio per questo può solo cercare di “possedere” la parola, rendendola parte del suo essere, in modo quasi carnale
“Possedere la parola, dominare il mondo, perché chi non parla è dimenticato.”
Questo assunto diventa un mantra che Nicola Pianzola recita sempre più veloce, affinché la luce che contiene diventi sempre più potente e si irradi ovunque, perché d’altronde, “la luce è sempre uguale ad altra luce.”
“Luce” è un lavoro di forte impatto, che mira a ricordare non solo Pasolini, ma anche ciò che la poesia porta, e con lei l’arte stessa; la luce è l’elemento essenziale della comunicazione artistica, la sua linfa vitale, il motore che porta avanti le idee e le fa germogliare.
Tanti, meritatissimi applausi, per uno spettacolo che resta impresso.
Roberta Usardi







