“Il figlio del Papa. Cesare Borgia” di Ippolita Avalli: il fascino di un conquistatore

Secoli or sono è esistito un uomo che in soli 31 anni di vita ha dato più di una volta dimostrazione di quanto si possa espandere ambizione, intelligenza e seduzione, lasciando il segno. Dotato di grande carisma e fascino, Cesare Borgia è stato un uomo straordinario, sfruttando al massimo le proprie capacità.
Nato nel 1475, Cesare fu il primo dei quattro figli che Rodrigo Borgia, allora cardinale, ebbe dall’amante Vannozza Cattanei. Di origini spagnole, Rodrigo venne eletto Papa, nel 1492, con il nome di Alessandro VI, e riconobbe legittimamente i figli Cesare, Lucrezia, Giovanni e Goffredo. Il primogenito Cesare, il cui nome già racchiudeva tutta l’essenza della sua indole, venne però avviato alla carriera ecclesiastica a soli sedici anni, e fu solo dopo un anno dalla morte del fratello Giovanni, nel 1498, che abbandonò finalmente le vesti purpuree per dare sfogo al suo pieno potenziale di uomo politico e d’armi.
“Il figlio del Papa.Cesare Borgia” di Ippolita Avalli (Mursia, 2026, pp. 378, euro 20,00) è un romanzo magnetico e appassionante, che racconta un uomo unendo fatti documentati, teorie e supposizioni. Cesare Borgia compì sì grandi imprese, ma non fu immune dai vizi e da atti vili e criminosi. Di lui rimane impresso il suo sguardo ardente, l’eleganza dei movimenti, la capacità di svolgere ogni compito in modo eccellente, e agli occhi delle donne era irresistibile, e lui, di rimando, non ha mai trattenuto le proprie pulsioni, neanche dopo aver contratto “il mal francese”, la sifilide.
L’autrice ha strutturato la storia in modo ingegnoso, attraverso epistole di amici, seguaci, alleati, oppositori e nemici di Cesare, che forniscono un variegato e intrigante insieme di punti di vista diversi, che vanno a convergere sul fatto che Cesare Borgia era una personalità da temere e soprattutto da non sottovalutare.
Ogni capitolo si apre con un ipotetico diario di Cesare datato 1506, quando è prigioniero in Spagna. Dopo la morte del padre, avvenuta nel 1503, Cesare ha affrontato diverse difficoltà, non da ultima la nomina a nuovo Pontefice di Giuliano della Rovere, con il none di Giulio II, fervente oppositore dei Borgia. L’alleanza con il Re di Francia Luigi XII, il matrimonio con Charlotte D’Albret e la spedizione di conquista dell’Italia sono oramai ricordi lontani.
Pur conoscendo già a grandi linee la storia della famiglia Borgia, in questo romanzo si viene catapultati irrimediabilmente in un’epoca vivace, con un lieve accenno alla scoperta dell’America, e riferimenti ad artisti, come il Pinturicchio, Leonardo, o Nicolò Machiavelli, che hanno fatto parte di quel periodo e che con Cesare hanno interagito. Emblematica è la spada cinquedea che Cesare, ventitreenne, si fece costruire e decorare, che si può ammirare nella copertina.
Al termine della narrazione, alla morte di Cesare dopo la fuga dal Castello de La Mota, nel 1507, l’autrice ha aggiunto un’appendice che ripercorre le fasi della sua ricerca su Cesare, un prezioso arricchimento che denota quanto la figura di quest’uomo abbia avuto rilevanza, seppur breve, nella storia d’Italia. All’ultima pagina si inizia a sentire un po’ di nostalgia, perché la lettura è stata intensa, coinvolgente, e ha permesso di tornare indietro nel tempo, a capire quanto l’uomo sia dotato di capacità incredibili.
Ippolita Avalli (Milano,1949) vive a Roma. Ha scritto su testate come “Vanity Fair”, “Il Manifesto”,”TuStyle” e per teatro e cinema, collaborando, tra l’altro, alla sceneggiatura della Città delle donne di Federico Fellini. Ha pubblicato i romanzi: Aspettando Ketty (Feltrinelli, 1982),L’infedele (Rizzoli, 1988),Non voglio farti male(Garzanti, 1991),Amami (Baldini &Castoldi, 1999), La dea dei baci(Baldini e Castoldi, 1997, finalista alPremio Strega), Nascere non basta (Feltrinelli, 2003),Mi manchi (Feltrinelli, 2008), Il nascondiglio della farfalla (Mondadori, 2014), La neve cade sui vostri peccati (Piemme, 2019).
Roberta Usardi








