Aprire spiragli nel presente: il Festival di Narrazione di Arzo torna a farci sognare (e pensare)

Dal 20 al 23 agosto 2026, il suggestivo borgo ticinese di Arzo torna a trasformarsi in un vero e proprio teatro a cielo aperto, per la ventiseiesima edizione del Festival Internazionale di Narrazione, che quest’anno porta come filo rosso il tema Aprire spiragli. In un periodo storico segnato da guerre, derive autoritarie e crisi, non bisogna chiudere gli occhi, ma difendere uno spazio condiviso in cui guardare il mondo e immaginare scenari diversi. Gli spettacoli non voltano lo sguardo dall’altra parte: attraversano il presente con storie che mettono al centro le persone, le relazioni, le conseguenze concrete delle scelte politiche. Il teatro come luogo in cui allenare lo sguardo a cogliere possibilità là dove tutto sembra bloccato.
La scelta della direzione artistica quest’anno è netta e coraggiosa: la programmazione serale per il pubblico adulto schiera interamente giovani artisti e artiste mai ospitati prima al festival. Tutti gli interpreti sono anche autori dei testi che portano in scena, garantendo un ventaglio di drammaturgie contemporanee che spaziano dal monologo politico all’autofinzione, dal dispositivo ludico al racconto intimo. Il festival si apre allo sguardo internazionale, ospitando un lavoro in lingua francese e uno in lingua spagnola: scelte che riportano al centro la dimensione transfrontaliera del festival, sia sul piano linguistico sia su quello degli immaginari in scena.
Lo sguardo è anche rivolto a un pubblico intergenerazionale: a partire dalle 18.30 la programmazione serale intreccia spettacoli rivolti alla fascia adulta, proposte per bambine e bambini, come Tuono, il mio vicino gigante, Vassilissa e la Baba Jaga o Oggi. Fuga a quattro mani per nonna e bambino, e appuntamenti dedicati alla primissima infanzia presso il Bar Sport, dove andranno in scena lavori di altissima qualità come A corpo libero e Viaggio di una nuvola della pluripremiata compagnia La Baracca – Testoni Ragazzi.
Si tratta di un’iniziativa ricca, attenta e inclusiva, che offre la splendida occasione di avvicinarsi, o riavvicinarsi, al teatro, che in quei giorni stravolge il borgo di Arzo: piazze, corti, giardini e locali pubblici si trasformano in luoghi di ascolto condiviso, mantenendo la prossimità tra chi racconta e chi ascolta come cifra distintiva.
Tra i titoli più attesi, l’esplorazione della memoria storica con El Pacto del Olvido dello spagnolo Sergi Casero Nieto (giovedì 20 agosto, ore 21.30), un’indagine profonda tra autofinzione e materiali d’archivio sui silenzi della guerra civile spagnola e della dittatura franchista. C’è poi la rabbia mista a comicità nerissima di una generazione disillusa con La Sparanoia (venerdì 21, ore 21.30) e Apocalisse tascabile (sabato 22, ore 21.30) del formidabile duo Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri. E ancora, l’introspezione vulnerabile e politica sul corpo di Francesca Astrei con Io sono verticale (domenica 23, ore 18.30) e l’immersione nelle dipendenze affettive di Per sempre di Alessandro Bandini (sabato 22 ore 18.30, domenica 23 ore 20.30), costruito sulle parole di Giovanni Testori e Alain Toubas.
Anche la musica sarà protagonista del festival: sabato 22 alle 23.00, la piazza esploderà di energia con il concerto gratuito delle Medusa, nove clamorose musiciste di Marsiglia che ci faranno ballare a ritmo di cumbia sudamericana e improvvisazioni jazz. Il jazz tornerà anche la domenica sera ad arricchire la sempre attesa fiaba raccontata dai Confabula.
Il programma dettagliato delle singole serate e l’acquisto di biglietti e abbonamenti sono disponibili al link: https://www.festivaldinarrazione.ch/
Oltre la scena: i progetti
Il Festival non si esaurisce con il tempo della rappresentazione, ma prolunga l’esperienza teatrale aprendo nuovi spazi di ascolto e dialogo tra pubblico e artisti. A fare da cornice all’edizione 2026 ci saranno tre progetti collaterali.
Nello spazio simbolico della Corte dei Miracoli nasce un’inedita collaborazione con Prismi, progetto di formazione per giovani drammaturghi della Svizzera italiana. Le autrici in formazione faranno da mediatrici negli incontri tra artisti e spettatori, portando uno sguardo fresco e competente sulle opere in cartellone. Gli appuntamenti sono curati dalle artiste e ricercatrici Chiara Gallo, Ivana Di Salvo ed Elena Stauffer.
Per la prima volta arriva ad Arzo Post Festival Vox, una trasmissione radiofonica itinerante e in diretta streaming condotta da Andrea Marioni. Realizzato con la webradio Lumpen Station, il progetto accende i microfoni a fine serata per raccogliere in un’atmosfera conviviale le impressioni di artisti, staff e pubblico. Le voci del festival andranno a comporre un archivio sonoro riascoltabile in podcast su lumpenstation.art.
Quest’anno nasce anche un laboratorio di critica e osservazione performativa rivolto a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 26 anni, Sguardi sul teatro. Sotto la guida di Elisabeth Sassi — redattrice culturale e drammaturga indipendente — i partecipanti utilizzeranno testo, audio, video e fotografia per raccontare il festival in modo corale. I loro materiali andranno a rinnovare il Journal del Festival, trasformando l’esperienza vissuta in un ponte comunicativo con il pubblico più ampio.
I motivi per non mancare ci sono tutti: il Festival di Narrazione di Arzo si conferma un presidio in cui il teatro allena lo sguardo a cogliere possibilità là dove tutto sembra bloccato. Dunque, ci vediamo ad Arzo, per respirare teatro e aprire insieme nuovi spiragli.
Giulia Basso











