“Mi pare ieri! Ricordi e ritratti di anni irripetibili”: canzoni di lotta, incontri e memorie nel libro Ernesto Bassignano

Ricordi, momenti speciali, incontri indimenticabili: impressi nella memoria, e a volte, – e quando capita è una fortuna – messi su carta e resi immortali.
Proprio questo ha fatto Ernesto Bassignano con il suo “Mi pare ieri! Ricordi e ritratti di anni irripetibili” (Edizioni Minerva, 2025, pp. 160, Euro 14), un libro che, attraverso la memoria, ripercorre una vita tra canzoni, lotta politica, serate al Folkstudio, interviste in radio e molto altro, in un lasso di tempo variabile, che ha come punto di riferimento il ’68.
Ma partiamo dall’autore, Ernesto Bassignano, nato a Roma nel ’46: un uomo che fin da giovane si è messo in gioco, con la rivoluzione nel sangue; dopo dieci anni anni a Cuneo, torna nella capitale per studiare all’Accademia Belle Arti con l’idea di diventare scenografo, ma la vita ha in serbo per lui ben altro. Nel 1969 incontra Giancarlo Cesaroni, il “boss” del Folkstudio, celebre locale di Roma a Trastevere, punto di riferimento per i cantautori, e non solo; grazie a lui, il giovane Ernesto ha un palco su cui esibirsi con le sue canzoni di lotta. Insieme a lui, dei compagni inseparabili, Francesco De Gregori e Antonello Venditti. Li ha visti crescere, farsi strada nel mondo musicale diventando sempre più famosi; anche se le loro strade si sono divise e i contatti si sono diradati, le numerose esperienze insieme rimangono indelebili.
Alla fine degli anni ’60 avviene anche un altro incontro, quello con Gian Maria Volonté, che, dopo aver mollato il cinema, aveva in mente di attuare una rivoluzione culturale con il Teatro di Strada.
“ […] era grande e grosso, aveva una voce bassa e apparentemente tranquilla che ti ipnotizzava. La pronuncia piemontese, occhi fiammeggianti e un carisma naturale che ne faceva un capo.”
Parlando di donne invece, Bassignano racconta di Grazia Di Michele: il suo talento musicale e la sua voce lo colpirono molto, tanto da portarla alla It Dischi. Fu l’inizio di una prolifica carriera, a partire dal brano “Le ragazze di Gauguin”. Significativo fu l’incontro con Mariangela Melato, ed esilarante quello con Alda Merini. Nel 1979 quando a Bassignano venne offerto di passare da cantautore a giornalista per “Paese Sera” decise di fare la sua prima intervista a Mara Venier.
Quelli sopra citati sono solo piccolissimi accenni alla ricchezza che “Mi pare ieri!” contiene: 39 ricordi, brevi e intensi, pieni di vita, di ardore, di scelte, in alcuni casi colmi di nostalgia e un velo di amarezza. Tutti i nomi sono noti, e anche se è passato molto tempo, le emozioni che arrivano sono forti, e si percepiscono da ogni parola. Non è semplice riuscire a descrivere questo libro, perché va letto e vissuto. Personalmente, mi hanno toccato molto le storie legate a Umberto Bindi, Bruno Lauzi, Ivan Graziani, a Rino Gaetano. Ma ognuna di esse è un piccolo tesoro.
La prefazione, a cura di Massimiliano Castellani, definisce il libro come “una galleria di profili umani”, ed è proprio così: tratta di momenti veri, e permette di avvicinarsi agli artisti in modo più naturale, lontano dai riflettori sotto i quali li abbiamo sempre visti.
Roberta Usardi








