“Estate Addosso” nasce da quelle emozioni che, in fondo, appartengono un po’ all’estate di tutti.”: il cantautore siciliano Jeko racconta il suo ultimo singolo

Dal 4 settembre sarà in rotazione radiofonica “Estate Addosso”, il nuovo singolo del cantautore siciliano Jeko, all’anagrafe Vito Castiglione. La canzone è già disponibile su tutte le piattaforme digitali, ed è accompagnata da un videoclip diretto da Marco Minardi. Curiosi di saperne di più su questo nuovo brano, abbiamo fatto qualche domanda a Jeko.
Come nasce “Estate Addosso”?
“Estate Addosso” nasce qualche anno fa, ma quest’inverno è tornata a bussare. Forse perché, proprio quando l’estate è più lontana, se ne sente ancora di più il desiderio: il calore sulla pelle, le giornate lunghe, quella sensazione di libertà che sembra appartenere solo a certi mesi dell’anno. L’ho ripresa in mano partendo proprio da quella nostalgia, e piano piano ho sentito che quella canzone aveva ancora qualcosa da raccontare. È nata così la voglia di darle una nuova vita… e oggi, a pensarci, fa quasi sorridere: siamo abbastanza accaldati… ma forse un po’ di estate addosso non fa mai male.
Qual è l’emozione principale che vuoi trasmettere attraverso il brano?
L’emozione principale è la leggerezza. Quella voglia di vivere una notte senza pensare troppo al domani, lasciandosi andare a quello che sta succedendo in quel momento. È una leggerezza che sento molto mia: non avere bisogno di grandi cose per stare bene, ma riuscire a trovare la felicità in una serata semplice, in un abbraccio, in una risata, nel guardare un tramonto. È quel momento quando metti da parte tutto e ti godi semplicemente la vita. “Estate Addosso” per me è una fotografia di quelle estati che vorresti non finissero mai. Dentro ci sono immagini e sensazioni: il mare davanti, il sole che scende, la musica alta, le serate in giro senza una meta precisa, le risate, la sabbia tra i piedi e quella voglia di vivere il momento senza chiedersi cosa succederà domani. E poi c’è la Sicilia, che nel brano non è soltanto lo sfondo: è parte della storia. È il mare, è la luce, è Trapani che di notte sembra una cartolina, è quel modo tutto nostro di vivere l’estate. “Estate Addosso” è un po’ questo: la voglia di tenersi sulla pelle una sensazione, anche quando la stagione passa.
La canzone prende spunto da una storia realmente vissuta?
Sicuramente nasce da situazioni che ho vissuto e più che da una storia precisa, “Estate Addosso” nasce da quelle emozioni che, in fondo, appartengono un po’ all’estate di tutti. Il mare, le serate senza programmi, la musica, gli amici, un incontro e la voglia di non farsi troppe domande sul domani. Ho messo insieme queste sensazioni e le ho trasformate in una storia che non deve essere necessariamente solo mia. In fondo, credo che ognuno possa ritrovare dentro questa canzone un’estate vissuta, una notte speciale o semplicemente quella voglia di sentirsi libero e spensierato.
Perché hai scelto di raccontare proprio una cotta estiva?
Perché la cotta estiva rappresenta bene quello spirito di leggerezza che volevo raccontare. È qualcosa che nasce quasi per caso, in una notte, senza troppe aspettative e senza bisogno di fare promesse. Mi piaceva l’idea di raccontare un incontro vissuto fino in fondo, proprio perché sai che potrebbe durare soltanto il tempo di un’estate. In fondo, non è tanto una storia d’amore, quanto la storia di una sensazione: quel batticuore, quella complicità, quella voglia di stare insieme e di non pensare a cosa succederà dopo. E credo che sia una cosa in cui, prima o poi, possiamo riconoscerci tutti.
Che significato ha per te l’espressione “estate addosso”?
Per me “Estate Addosso” significa proprio questo: portarsi dentro e sulla pelle le sensazioni dell’estate. È un’espressione che ho sentito molto mia perché l’estate, soprattutto in Sicilia, non è soltanto una stagione: è un modo di vivere, di stare insieme, di sentirsi più liberi e più leggeri, diciamo che è quella sensazione che continua a seguirti anche quando torni alla quotidianità e che ti fa sognare e aspettare con ansia la prossima estate.
Cosa speri rimanga all’ascoltatore dopo il primo ascolto?
Spero che lasci soprattutto allegria e felicità, ma anche un ricordo, una sensazione di spensieratezza o semplicemente qualcosa che faccia stare bene. Mi piacerebbe fosse una di quelle canzoni da ascoltare in macchina con gli amici, mentre si va, responsabilmente, a ballare o a passare una serata in spiaggia. E spero anche che possa far venire voglia a chi non è mai stato in Sicilia di scoprirla, e a chi ci è già stato di tornarci. Se riesce a far sorridere e a riportare per qualche minuto a un momento felice, allora ha raggiunto il suo obiettivo.
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