Tra denuncia e speranza: il viaggio di Maurizio Camuti dentro un pianeta alla deriva

Dalla mafia che cambia volto alla crisi ambientale, dalla solitudine delle grandi città al consumismo e alla perdita dei legami umani: Un Pianeta alla Deriva, il nuovo EP dei Fuoricentro, attraversa alcune delle contraddizioni più profonde del nostro tempo trasformando la musica in uno strumento di denuncia, riflessione e consapevolezza.
Il progetto, ideato dal cantautore siciliano Maurizio Camuti, milanese d’adozione, arriva dopo una serie di singoli che hanno attirato l’attenzione della stampa nazionale anche per la forza e il valore simbolico dei videoclip. Da Miss Mafia, accompagnato da immagini storiche concesse dalla Fondazione Falcone e presentato in anteprima da Corriere della Sera e la Repubblica in occasione della Giornata della Legalità, a Non è tutto finito, dedicato alla crisi climatica e impreziosito dalla partecipazione di Maria Giovanna Elmi, fino all’omaggio ad Amanda Lear, icona di un’epoca e al tempo stesso punto di partenza per una riflessione sul presente.
Cinque brani, dunque, che compongono un percorso unico e coerente, nel quale memoria, impegno civile e osservazione della contemporaneità si incontrano. Un lavoro che non si limita a fotografare le inquietudini del presente, ma prova a interrogarsi sulle responsabilità individuali e collettive e sulla possibilità, ancora esistente, di cambiare rotta.
Abbiamo incontrato Maurizio Camuti per parlare della genesi di Un Pianeta alla Deriva, dei temi che attraversano l’EP, del rapporto tra musica e impegno civile e della necessità, oggi più che mai, di tornare a interrogarsi sul mondo che stiamo costruendo.
Maurizio Camuti vuoi raccontarci quando e come sono nati i Fuoricentro?
I Fuoricentro nascono con un’altra formazione nel 2003, per caso, in una sala prove dove settimanalmente ci si ritrovava per provare a creare qualcosa.
Qual è la genesi dei brani? nasce prima la musica o i testi?
Di solito partiamo da dei testi abbozzati sui quali sviluppiamo delle musiche che possano esprimere al meglio i concetti veicolati dalle parole.
C’è un brano dell’Ep al quale sei più legato? e se sì, perché?
Sicuramente “Amanda Lear” perché è una sorta di viaggio nella memoria della mia giovinezza. Mi sono avvicinato alla musica perché stregato da questo immenso personaggio dello spettacolo
Come è nata la tua passione per la musica? ci band o musicisti che ti hanno ispirato?
Tutto è nato in uno scantinato una quindicina di anni fa, per caso. Mi sono ritrovato a suonare con una band del tutto improvvisata in Sicilia. Da sempre amante della musica, ho iniziato a mettermi alla prova come cantante e da allora non ho più smesso.
In ambito musicale qual è il tuo più grande sogno nel cassetto?
Far arrivare a più persone possibili i messaggi che veicolo con le mie canzoni. Questa è sempre stata una la mia priorità.
Con chi ti piacerebbe duettare in un ipotetico brano futuro?
Bella domanda. Attualmente mi piace molto Cesare Cremonini per la grande energia che emana e Niccolò Fabi per la sua profondità d’animo.
https://www.facebook.com/fuoricentrofficial/








