Fringe Milano Off Festival: la pungente e divertente satira di “Are you lovin it?” del Theatre Group GUMBO di Ōsaka

Dal 21 settembre, e fino all’11 ottobre torna Il Fringe Milano Off Festival, quest’anno al suo decimo anniversario; tantissimi spettacoli, per tutti i gusti, sia italiani sia internazionali.
“Are you lovin’ it?”, vincitore di 17 premi in 6 paesi, è tra gli spettacoli internazionali presenti in cartellone. Direttamente da Ōsaka, il Theatre Gruop GUMBO, formata dagli attori Kayo Tamura, Nono Miyasaka, Ryo Nishihara è in scena presso Teatropolis – Animanera, nel mezzanino della stazione di Porta Vittoria; a partire dal 1 ottobre fino a domenica 4.
Il titolo è un palese richiamo al noto slogan di McDonald (I’m lovin’ it), che nello spettacolo diventa invece WacDonald, capovolgendo comodamente la famosa M del brand. Da WacDonald non possono mancare colori sgargianti, con predominanza di giallo e rosso, e ampio spazio a panini giganti e farcitissimi, patatine fritte, nuggets e bibite gassate. La mascotte ufficiale del marchio WacDonalds fa da apripista allo spettacolo, esaltando in modo giocoso e divertente il rinomato marchio, prima di chiamare a raggiungerla il tipico business man giapponese, assuefatto dal lavoro, che apertamente confessa di non essersi mai preso una vacanza in vita sua. Sorriso sempre presente, così come un entusiasmo sfoggiato fino allo stremo, il perfetto uomo d’affari che, alla chiamata del capo, si prostra in ginocchio e diventa il suo migliore Yes!Man! Scene divertenti, senza ombra di dubbio, na che portano anche a riflettere di quanto ci sia un fondo di verità. Il business man si dedica così tanto al lavoro, da perdere affetti e vita sociale fino ad arrivare a farsi letteralmente uscire le budella! Che poi diventeranno l’ingrediente principale del nuovo panino firmato WacDonald! Ma non finisce qui: a completare il quadro entra in scena anche Pink Mama, la mamma giapponese, ovviamente vestita di rosa e con soavi grugniti a corredare il suo parlato, mentre spinge la carrozzina con il suo neonato.
Il pubblico viene coinvolto sempre di più nel turbinio colorato dei tre attori, come parte attiva dell’assurdità portata all’estremo di situazioni assurde, ma decisamente ingegnose, mirate a prendere di mira capitalismo e mass media. Non mancano riferimenti a Donald Trump, l’americano per eccellenza, ma anche a Romeo e Giulietta e… a Gesù… in modi che è bene vedere da sé invece di raccontarli (e ne vale la pena!).
Se all’inizio “Are you lovin’ it?” sembra un mero spettacolo di intrattenimento, piano piano ci si accorge che si spinge ben oltre l’apparenza, e anche oltre gli stereotipi. Forse proprio per la sua leggerezza e ironia, per le sue scene surreali e personaggi improbabili che lo spettacolo raggiunge facilmente il pubblico, al di là delle risate.
Andare a vedere spettacoli internazionali aiuta ad ampliare gli orizzonti, le visioni, e capire che nonostante culture e lingue diverse, non ci sono barriere, perché siamo tutti esseri umani.
Grazie quindi, a Theatre Group GUMBO per avercelo ricordato, perché si tende a dimenticarlo troppo spesso e troppo in fretta.
Roberta Usardi








