“Odissea Stellare” di Kim-Bo Young: l’amore che attraversa lo spazio e il futuro

Una realtà immersa in un futuro lontano, viaggi interstellari, attese che si protraggono continuamente e il tempo, che scorre a velocità diversa se vissuto sulla Terra o nello spazio. In questa ambientazione si snoda una splendida storia d’amore, in forma epistolare, e anche quella di un viaggiatore del tempo che cerca i confini dell’universo.
“Odissea Stellare” (add editore, 2026, pp. 280, euro 20,00) di Kim-Bo Young, con la splendida traduzione di Giulia Donati e la magnifica illustrazione di copertina di Lucrezia Viperina, è un romanzo pieno di sentimento, ma al tempo stesso anche spietato, perché racconta sì di un amore, ma parallelamente descrive il processo di devastazione che colpisce la Terra, dopo avervi fatto ritorno a distanza di lunghissimi anni.
“Ora, a tutti questi anni luce di distanza, credo di aver capito: è nella nostra natura di umani essere i più grandi oppositori (o sostenitori) di noi stessi, perché nessuno può conoscerci altrettanto intimamente.”
“Odissea Stellare” è suddiviso in tre parti, e in ciascuna di esse si trova corrispondenza con il titolo, che ricorda il viaggio di Ulisse di ritorno a Itaca; le prime due parti sono narrate in prima persona dai protagonisti, un uomo e una donna che nell’attesa del giorno del loro matrimonio, viaggiano nello spazio. Si scrivono delle lettere periodicamente, rinnovando i propri sentimenti e il proprio entusiasmo nella prospettiva di una vita insieme. La prima parte raggruppa le lettere che lui scrive a lei, nella seconda l’inverso. Contrariamente a quanto previsto però, il viaggio di entrambi subirà diversi ritardi, dovuti a più imprevisti. Le due diverse prospettive permettono di capire l’evoluzione dei personaggi, le reazioni agli eventi, gli istinti di sopravvivenza e la determinazione a realizzare i propri sogni. Al termine di ogni parte l’autrice ha voluto inserire una nota che spiegasse la genesi della storia, che rende la lettura ancora più interessante e permette un coinvolgimento ancora più profondo.
“Se il passato è già stato trascinato a valle dal fiume del tempo, mentre il futuro è ancora a monte, non può che essere il presente, in cui ogni cosa esiste come un lampo di luce, che appare e subito scompare.”
La terza parte invece si stacca dalla trama precedente, pur mantenendo l’ambientazione spaziale, e prende il titolo di “In viaggio verso il futuro”. Qui il protagonista è un viaggiatore del tempo di nome Seong-ha, che negli anni ha percorso tutte le rotte possibili, viaggiando nel futuro per recuperarne sempre di nuove, contando sulla continua evoluzione della tecnologia. Il suo proposito è quello di raggiungere i confini dell’universo, a qualsiasi costo. Durante il suo viaggio la sua umanità verrà ridotta all’osso, fino al punto in cui non avrà più bisogno di nutrirsi perché il suo sangue, diventato verde, avrà solo bisogno di luce per mantenerlo in vita, attivando il processo di fotosintesi. Nei quattro capitoli in cui è suddivisa questa storia, Seong-ha conoscerà delle realtà diverse dalla sua in futuri sempre più lontani, che tenteranno di trattenerlo, ma lui ha un desiderio ben preciso da realizzare..
“La morte di una civiltà non è troppo diversa da quella di un singolo essere umano. In entrambi i casi, l’anima fa ritorno al samsara in attesa di rinascere. I figli vivono sempre più a lungo dei genitori, e quello che il cervello dimentica, il DNA lo ricorda, alimentando il lento e costante sviluppo dell’umanità. Finché non verrà fuori una civiltà destinata a durare in eterno.”
“Odissea Stellare” è un romanzo che resta dentro, che fa riflettere sul mondo di oggi, su ciò che potrebbe accadere, sull’uomo e la sua natura. L’immaginario di Kim Bo-Young pone davanti al lettore degli scenari non particolarmente incoraggianti, ma contrassegnati dalla consapevolezza della direzione che la natura umana è destinata a prendere, sempre ciclica, sempre inesorabilmente identica a sé stessa.
Roberta Usardi








