“Diario sentimentale di una donna libera” di Pacifico al Teatro Bellini di Napoli

Una voce e una melodia, poi vediamo nella penombra una figura elegante. Ce la ricorda sì la Vanoni! Da lì in avanti la sua figura entra e esce dall’ombra per tutta la serata, un po’ ricordo e un po’ fantasma.
Pacifico (Luigi «Gino» De Crescenzo, Targa Tenco nel 2001) ha lavorato con Vanoni per vent’anni. Nel 2007 ha scritto per lei “E del mio cuore” e il testo di “Qualcosa di te”; nel 2018 era con lei e Bungaro a Sanremo con “Imparare ad amarsi”. Fino agli ultimi anni, per scrivere “Vincente o perdente” (La nave di Teseo, 2025), un diario sentimentale più che un’autobiografia. Lo spettacolo “Diario sentimentale di una donna libera” nasce da quegli incontri.
In scena, Pacifico racconta come la trovava di volta in volta: di buon umore o furibonda, generosa, eccentrica, sempre lucidissima. Ascoltiamo alcune registrazioni. L’omaggio è rigoroso e misurato, accorato. Le luci sono poche e precise: isolano Pacifico, lasciano il palco in penombra e fanno emergere la figura di Ornella, impersonata da Simona Boo, per brevi tratti, poi la riportano al buio. L’effetto è quello di una presenza amica che va e viene. La scelta registica (Gabriele Russo) è essenziale e tagliente.
Simona Boo non la imita. Non cerca il timbro né le pause celebri. Canta il repertorio con una sensibilità propria, partenopea, viscerale, elegantissima. Ci trascina nella bossa nova, genere di cui Vanoni è stata l’interprete italiana di riferimento, affermatasi nell’album “La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria” con Vinicius de Moraes e Toquinho del 1976. Con lo stesso approccio canta le canzoni della mala, scritte da Giorgio Strehler negli anni del Piccolo, dove la voce si fa più asciutta e popolare. Vanoni aveva un legame con Napoli, consacrato quando nel 1964 vinse il Festival di Napoli con “Tu si’ ‘na cosa grande”.
Lo spettacolo riporta l’umorismo di Ornella, secco e spesso spiazzante. Con la constatazione che la sua personalità basta a reggere un palco anche in sua assenza. Come Pacifico ha immaginato, di voler far sentire al pubblico più la sua presenza che il suo ricordo.
Al Teatro Bellini di Napoli fino a domenica 25 ottobre 2026.
Brigida Orria








