Beate Maly torna in libreria con il quinto caso di Ernestine e Anton: “Omicidio al Lido Kritzendorf”

Ernestine e Anton sono tornati in libreria con una nuova avventura! Il loro quinto caso si intitola “Omicidio al Lido Kritzendorf” (Emons, 2026, pp. 256, euro 16) e l’autrice Beate Maly anche questa volta ci ha riservato una storia appasionante e divertente.
Vienna. In una calda estate del 1924 il farmacista in pensione Anton Bock accetta l’invito di un amico a utilizzare la sua casa di villeggiatura al lido Kritzendorf, ritrovo non solo di molti viennesi, ma anche di rinomati artisti. Insieme ad Anton partiranno la nipotina Rosa, la cagnolina Minna e la cara amica Ernestine Kirsch, insegnante di latino in pensione. Giunti al lido, Ernestine e Anton scoprono che la loro casa è vicina a quella di un artista molto famoso, Emil Kopf, la cui moglie morì annegata dodici anni prima, lasciando una figlia, Klara. L’uomo si è poi risposato, ma ha perso la musa ispiratrice per le sue opere. Pochi giorni dopo l’arrivo di Ernestine e Anton il celebre artista viene trovato morto. La notizia circola sulla bocca di tutti, così come le circostanze misteriose dell’accaduto.
Ernestine, che non ha mai nascosto la sua naturale e spiccata curiosità, a volte eccessiva, verso ciò che le succede intorno, è determinata a scoprire di più su questo avvenimento. Anton, pur riluttante, non avrà il coraggio di abbandonare il suo fianco, nonostante la sua idea di vacanza non comprendesse niente del genere. Anche la presenza di Rosa e dell’amichetta Lili, vivaci e inclini alle avventure, e soprattutto al fiuto di Minna, il fedelissimo cocker spaniel, contribuiranno non poco a districare i nodi non solo legati alla morte di Kopf, ma a scoprire anche molti altri intrighi.
Anche in questo nuovo romanzo “cozy crime”, Beate Maly riesce ad acchiappare il lettore sin dalle prime righe. La curiosità di Ernestine e la sua audacia in certe azioni a volte molto azzardate per una donna della sua età, mantengono un ritmo e una frizzantezza costante, così come i momenti divertenti, legati soprattutto ad Anton e alla sua agognata voglia di tranquillità che spesso e volentieri viene ostacolata da chi gli sta intorno. Un quinto caso che mantiene vivo l’interesse nei personaggi, e il lettore si sente al loro fianco, trasportato cento anni indietro, in un’epoca che, pur ancora segnata dalla fine della guerra, cerca una nuova normalità.
Nonostante sia il quinto libro di una serie, non c’è bisogno di leggere i casi precedenti per avere le idee chiare, la scrittura di Beate Maly introduce i personaggi in modo tale da renderli subito familiari, e senza la necessità di sapere altro (anche se è abbastanza scontato che sorga spontaneamente la voglia di leggere anche i casi precedenti!).
Una lettura piacevole, in cui i colpi di scena del giallo non si fanno attendere, anzi!
Di Beate Maly abbiamo anche recensito i precedenti volumi:
“Omicidio al Grand Hotel” – recensione qui
“Morte in scena a Vienna” – recensione qui
“Omicidio sul Danubio” – recensione qui
“Morte alle terme” – recensione qui
Roberta Usardi








