“Tre sull’altalena” al Pacta Salone di Milano: e se vivessimo davvero nel migliore dei mondi possibili?

Tre donne convocate nello stesso luogo, ma da persone diverse: un senatore, un colonnello e una casa editrice. Tutte entrano da porte diverse e le indicazioni del loro appuntamento suggeriscono che le altre abbiano sbagliato luogo. Ma non è così. Tutto si risolverebbe se chi aspettano di incontrare si facesse vivo… invece rimangono in una costante attesa, in cui non mancano di punzecchiarsi, a volte in modo piuttosto pungente.
Risale al 1989 il testo di Luigi Lunari che vedeva in scena tre attori, ma in questa versione troviamo invece tre donne, una versione al femminile in cui però il punto centrale non cambia: “Tre sull’altalena”, andato in scena a Pacta Salone di Milano dal 29 ottobre al 1 novembre, racconta una storia divertente e allo stesso tempo oscura, esplorando tre storie con ironia, misticismo (!) e discussioni che variano dal futile al filosofico.
“Viviamo nel migliore dei mondi possibili?”
Un’imprenditrice, una tenente dell’esercito e una professoressa si ritrovano al settimo piano di un edificio: non si conoscono, quasi sminuiscono il fatto che le altre siano lì per un appuntamento altrettanto importante, fatto sta che nessuno le reclama, tanto che viene da pensare se abbiano detto la verità. Tre personalità molto diverse tra loro, che inevitabilmente si scontrano, creando sia momenti di ilarità sia di tensione. Quando iniziano a rivelare i dati ricevuti per l’appuntamento inizia a emergere qualcosa di strano, e ad aggiungere un ulteriore tocco di mistero ci si mette anche il frigobar parlante, per non parlare della Bibbia sulla scrivania e della guida telefonica della Città del Vaticano. Come se non bastasse, una prova anti-inquinamento blocca le tre donne in quello spazio, e alla fine l’unica altra persona che arriverà sarà l’uomo delle pulizie, che accompagnerà la storia verso un finale tanto esilarante quanto inquietante.
Uno spettacolo davvero ben riuscito, con l’adattamento e la regia di Valentina Ferrari, che è anche in scena nel ruolo della pratica e coriacea tenente Vanessa Brambilla, con al fianco Sarah Paoletti, un’esuberante imprenditrice dal tailleur rosso fuoco e tacchi vertiginosi, e Stefania Santececca, una professoressa aspirante scrittrice dal linguaggio estremamente razionale e dalla logica impeccabile. Bravissime tutte e tre per l’ottima sinergia.
Il frigobar parlante è stato animato dalla voce di Laura Carroccio, che ha dato un tocco in più di ilarità alle interazioni, e Luigi Guarnieri, nei panni dell’uomo delle pulizie, che con le sue risposte ambigue alimenta ancora di più lo sconcerto delle tre protagoniste, che nel frattempo si interrogano sulla loro presenza in quel posto, che cosa si celi veramente lì..
“Tre sull’altalena” anche in questa versione al femminile, si riconferma un testo arguto e intelligente, con uno sviluppo della trama attraverso situazioni comiche, ma niente affatto banali, fino ad arrivare a domande esistenziali e a riflessioni ben lontane dai punti di partenza iniziali, tanto che si potrebbe definire una specie di thriller comico.
Godibilissimo, da vedere, con un finale del tutto inaspettato.
Roberta Usardi








