“L’attesa” di Federica Ortolan e Cecilia Ferri

Che poi, in fondo, in questa vita cos’è che aspettiamo con tanto fremito?
La lettura delle fitte parole di Federica Ortolan nell’albo “L’attesa” (Kite edizioni, 2026, pp- 36, euro 18) ci fa riflettere sul significato della vita, sulle sorprese che la stessa ci serba all’improvviso, nel momento in cui ormai vige solo quella routine quotidiana, segnata dalla rassegnazione, dalla monotonia e dalla solitudine. Le immagini di Cecilia Ferri accompagnano queste parole con delicatezza e una leggerezza solare contagiosa, quasi a mitigare il tema di fondo, che di per sé addolora e spaventa.
È una profonda riflessione sull’attesa della fine, della morte, “perché lo sappiamo che succede così”, sappiamo bene come andrà a finire. E mentre la aspettiamo quasi con ansia ecco che alla nostra porta iniziano a bussare altri sogni, altre meraviglie, nuove persone. E allora “non aspettare” diventa quasi un monitor, la cosa giusta. Continuare a vivere, a ridere, a meravigliarsi, a conoscere senza l’attesa di qualcosa che, alla fine, non conosciamo.
A volte basta semplicemente lasciare andare.
Marianna Zito








