Fantascienza, combattimenti, mecha al femminile: “Jyoshikohei J.K.P.N. 0013” di Jirō Matsumoto

Un futuro all’insegna del conflitto, mecha giganti dalle sembianze femminili e il pericolo di impazzire. Questi gli elementi del manga seinen sci-fi di Jirō Matsumoto dal titolo “Jyoshikohei J.K.P.N. 0013 – Mecha guerriere d’assalto”, uscito lo scorso aprile finalmente in italiano grazie a Nippon Shock, con la traduzione di Alessia Orlando e la supervisione di Cristina D’Auria e Andrea Dentuto. Sì, perché questo manga è stato pubblicato in Giappone diversi anni fa, tra il 2011 e il 2016, sulla rivista mensile Comic Bunch di Shinchosha, e raccolto in 7 volumi.
Copertina rosso sangue, che raffigura una delle protagoniste con in mano un cellulare, ambientazione fantascientifica e densa di combattimenti e inseguimenti, espressi nei disegni in tutta la loro crudezza. In un futuro lontano, un gruppo di persone decide di emigrare in un’altra dimensione spaziale in cerca del nuovo mondo, reclamando la propria indipendenza dalla Terra e dando il via a uno scontro armato. La guerra si dilunga e l’esercito alleato, per porre fine agli scontri, mette in prima linea le Jyoshikohei, una nuova arma d’assalto spietata formata da giganti guerriere mecha con sembianze di studentesse del liceo in uniforme. Al loro interno, nella testa, risiede la cabina di pilotaggio con il relativo pilota.
In questo primo volume viene subito evidenziata la pericolosità dei mecha, in quanto i piloti sono soggetti a contaminazione mentale che gradualmente porta alla follia. La trama è fitta e dinamica, così come le tavole, che illustrano in modo grezzo e minuzioso la spietatezza degli scontri. Protagonista è il tredicesimo squadrone d’assalto indipendente di Jyoshikohei, i cui componenti vengono soprannominati “iene” perché è costituito da sicari con l’incarico di occuparsi dei piloti che perdono il controllo di sé. Nei primi capitoli si viene catapultati in un mondo pieno di macerie, dove il cellulare, comunemente bandito durante gli scontri, è un elemento chiave per scovare i nemici.
Nella lettura si nota come il corpo femminile abbia un ruolo dominante, nonostante il tema della guerra sia abbinato solitamente al maschile; l’uomo risiede e combatte all’interno di una donna, che nonostante l’aspetto è un’arma potentissima. Alcune scene mostrano disegni molto espliciti che esasperano il corpo femminile, mostrando le parti più intime e scene senza tabù.
“Jyoshikohei” è un manga per adulti, con una trama sottile e non prevedibile, e per questo intrigante. Per questo, dopo il primo volume, ci si chiede come sarà lo sviluppo dei personaggi, delle vicende, e se ci sarà un vincitore in un conflitto che si tramanda dal più antico passato fino a un futuro immaginario.
Roberta Usardi








