Cappuccetto – il teatro dell’inconscio al Teatro Bellini di Napoli

“Cappuccetto”: Il teatro dell’inconscio n scena al teatro Bellini di Napoli domenica 9 novembre, nel cartellone “Kids” con la direzione artistica del Teatro nel Baule.
La versione di Cappuccetto Rosso firmata dagli Zaches è una ricerca sulle origini della fiaba, prima ancora di Perrault, quando la voce popolare la attraversava di paura e mistero. È una drammaturgia che mette al centro il linguaggio dei corpi – danza e maschere — e quello del teatro di figura, fatto di luci e ombre, come il linguaggio dell’inconscio. Questo Cappuccetto è una discesa nel mondo simbolico, un viaggio terapeutico in forma di teatro, sulla scia degli insegnamenti di Jodorowsky e dei suoi atti di psicomagia. La maschera, indossata da tutti i personaggi, sposta la realtà su un altro piano: l’immagine diventa icona, archetipo collettivo, capace di evocare fantasie che parlano direttamente al nostro immaginario. Il lupo e la bambina incarnano forze opposte che si attraggono e si scontrano: desiderio e paura, innocenza e istinto, luce e ombra. Gli Zaches affrontano il tema della paura con coraggio, senza edulcorare, restituendo alla fiaba la libertà di spaventare ed emozionare.
Come in ogni racconto di formazione, la crescita passa attraverso il pericolo: la perdita dell’innocenza diventa occasione di scoperta di sé. Su un terreno sicuro (quello di una storia ben nota) i bambini possono esplorare, attraverso la simbologia delle immagini, concetti ancora ignoti, ma che sul piano emotivo conoscono già. Assistere con i bambini mi ha offerto una possibilità di lettura più profonda: loro intuiscono dove l’adulto si perde. Colgono, ad esempio, nella relazione tra la bambina e il lupo, la possibilità di un’amicizia (e la gridano), mentre l’adulto rimane intrappolato tra le proprie fantasie e le emozioni confuse.
Il linguaggio simbolico dello spettacolo offre uno spazio protetto per esercitare l’immaginazione, un modo per affrontare ciò che abbiamo dentro e che spesso fa paura. La finzione teatrale diventa così uno strumento per piccoli e grandi: permette di dare forma a emozioni difficili, scomode, o che non trovano spazio nella vita quotidiana.
Amalia Ruocco è una Cappuccetto dolce e determinata; Gianluca Gabriele dà al lupo un fascino sinuoso (come il biblico serpente) e ammaliatore; Enrica Zampetti, nelle vesti della madre e sapiente manipolatrice di ombre, costruisce e distrugge il mondo intorno a loro. Tutto si muove tra bui e geometrie di luce perfette, accompagnate da armonie musicali avvolgenti. La direzione tecnica è affidata ad Alberto Bartolini, che firma un lavoro preciso e suggestivo sulle luci e sulla scena.
Il risultato è uno spettacolo raffinato e coraggioso, capace di parlare a tutte le età e di toccare quella zona profonda in cui emozione e simbolo si incontrano.
Brigida Orria
Zaches teatro – Con Gianluca Gabriele, Amalia Ruocco, Enrica Zampetti
drammaturgia e regia di Luana Gramegna
Scene, costumi, maschere: Francesco Givone
Disegno luci: Francesco Givone, Valeria Foti
Progetto sonoro e musiche originali: Stefano Ciardi








