“Wild – Chi ricorda Edward Snowden?” Al Teatro Filodrammatici di Milano: può l’umanità vincere contro la tecnologia?

“Hello darkness, my old friend
I’ve come to talk with you again
Because a vision softly creeping
Left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silence”
(“The sound of silence”, 1964)
Il 10 giugno 2013 Edward Snowden, 28 anni, tecnico informatico della CIA e collaboratore della National Security Agency, decide di rendere pubblici a tutto il mondo i dati riservati del programma PRISM sulla sorveglianza di massa. Un gesto che fece consapevolmente, e che lo costrinse a emirare dagli Stati Uniti, dirigendosi prima a Hong Kong e poi a Mosca, dove gli venne concesso asilo politico e, nel 2022, la piena cittadinanza russa.
Il drammaturgo inglese Mike Bartlett, tre anni dopo l’accaduto, ha scritto un testo teatrale ispirato da questa vicenda, dal titolo “Wild”; e oggi, nel 2025 il testo di Bartlett arriva a Milano al Teatro Filodrammatici, con la traduzione e regia di Bruno Fornasari e il titolo “WILD – Chi ricorda Edward Snowden?”, in scena dal 4 al 23 novembre.
Protagonista è Andrew, un alter ego di Snowden, chiuso in una stanza d’albergo, in preda all’irrequietezza: sembra stia aspettando qualcosa, o qualcuno. All’improvviso compare lei, una donna dall’identità misteriosa, che ironicamente si presenta come Miss Prism, proprio come il programma di sorveglianza di massa che il giovane ha reso pubblico. Non ha bussato, la porta non era chiusa a chiave; inizia a dialogare con Andrew con disinvoltura e arguzia, suscitando reazioni alquanto scettiche e difensive nel giovane, che non riesce a capire se chi si trova davanti sia un nemico o un alleato. Lei gli chiede di unirsi alla sua organizzazione, ma di cosa si tratta? Non ci sono documenti da firmare, né certezze a cui aggrapparsi. In più, lei sembra sapere tutto di Andrew, compreso il fatto che non ha altra scelta se non quella di fidarsi. Il mistero si infittisce ulteriormente quando Andrew riceve un’altra visita , questa volta da un uomo che dice di volerlo aiutare, ma, come la donna, mantiene segreta la sua identità. Cosa farà Andrew?
Il testo di Bartlett è un fitto scambio di battute argute e taglienti, dal ritmo serrato e a tratti spietato, che la traduzione e la regia di Bruno Fornasari hanno reso perfettamente, mostrando anche una dinamicità e un’ombra accattivante che cattura l’attenzione dal primo istante fino alla fine.
Gli attori in scena, Michele Correra, Marta Belloni, Enrico Pittaluga, sono splendidamente amalgamati, abili nel mostrare gradualmente risvolti sempre più profondi dei loro personaggi. Nessuno è come sembra, niente è importante al di fuori del proprio scopo. Da questo testo emergono tanti spunti di riflessione sulla realtà che oggi, ancora di più rispetto a qualche anno fa, punta sempre di più verso la tecnologia, l’intelligenza artificiale, il progresso, e sempre meno verso la fiducia reciproca, la lealtà, l’onestà, valori oramai obsoleti e ridicoli. E ce lo dimostra bene Andrew, che ha deciso di mettere in gioco la propria vita per poter migliorare il suo Paese, spinto da una profonda fiducia nell’essere umano. Ma può oggi un cuore puro e nobile avere la meglio sui suoi simili trasformati in squali assetati di sangue e potere? Entro quali limiti ci si può davvero fidare?
“WILD – Chi si ricorda Edward Snowden?” è uno spettacolo da vedere, e non solo perché fa pensare, ma anche per ricordare che dietro le apparenze e il progresso si cela un groviglio di azioni e intenzioni ben più grande di quanto ci si aspetta.
Roberta Usardi
Fotografia di Laila Pozzo








