Una magnifica Valentina Picello interpreta“Anna Cappelli” di Annibale Ruccello al Teatro Franco Parenti di Milano

Fino al 9 novembre nella splendida cornice della nuova sala A2A del Teatro Franco Parenti di Milano va in scena “Anna Cappelli”, di Annibale Ruccello, interpretato da una straordinaria Valentina Picello, diretta dal regista argentino Claudio Tolcachir.
All’entrata del pubblico l’attrice è già in scena, cammina lentamente nel suo spazio, una camera dal pavimento irregolare, come se fosse dentro a un sogno, e con un arredo sparso: una vecchia lavatrice, uno specchio, un frigorifero e un lampadario appoggiati terra, una cyclette, una poltrona e un tavolino. Niente di più. Si tratta del mondo di Anna, la protagonista, quello presente nella sua testa, distorto dalla realtà comune, e pieno della sua essenza. L’intero monologo è in realtà un dialogo, a tratti febbrile, con diversi interlocutori; anche se non sono visibili, si sente chiara la loro presenza attraverso le risposte di Anna, sempre molto naturali e dirette. Anna è la seconda di tre sorelle, e vive da due anni in una camera in affitto nella casa della signora Tavernini, con cui non ha un buon rapporto. Proprio con lei inizia il suo dialogo, da cui si evince che Anna la considera una donna priva di ironia e flessibilità mentale, eppure si vede costretta a sopportarla, perché è l’unica soluzione possibile per poter vivere indipendentemente dalla sua famiglia. L’essere stata spesso derisa e non considerata, in primis dai genitori, ha fatto sviluppare in Anna un forte desiderio di rivalsa e di attaccamento alle sue cose, che si spinge ai limiti del morboso. Nel suo modo di esprimersi rimane però sempre pacata e gentile, ed è spontaneo simpatizzare con lei. A cambiare la sua vita e darle un raggio luminoso di speranza sarà l’’incontro con il ragioniere Tonino Scarpa, che la corteggia e le propone una convivenza. Anche se non proprio conforme alle regole del tempo e del decoro, Anna vede in lui un sogno d’amore che si realizza, e con l’amore la possibilità di possedere un uomo e una casa tutta per sé.
“Ho cercato di fare della tua testa una scatola vuota.”
Valentina Picello è straordinaria nel mostrare al pubblico le sfaccettature di Anna: tenera e tenace, ironica e inamovibile nel suo desiderio di avere qualcosa e qualcuno di solamente suo. Il testo di Annibale Ruccello descrive un percorso umano condannato fin dal principio a cedere alla parte più spietata di se stessi, implacabilmente. Claudio Tolcachir, con la sua regia, ha messo perfettamente in risalto, a partire dalla scena di Cosimo Ferrigolo, la personalità di Anna, rendendo palese da subito che non ci sarà né scampo né redenzione.
Tanti applausi, meritatissimi, per uno spettacolo che non lascerà indifferenti.
Roberta Usardi
Fotografia di Alfredo Toriello








