Una giungla di colori: “Sentieri” di Giulia Risari con i disegni di Andrea Calisi

“Sentieri” (2025, pp. 40 a colori, Euro 22,00) è un albo illustrato di Kite Edizioni, scritto da Giulia Risari e disegnato da Andrea Calisi, che ci invita a perderci in una giungla di colori con il fine ultimo di ritrovarci.
Non si può parlare di una vera e propria trama, come spesso accade in questo tipo di racconti: non vi sono un protagonista o un antagonista, né lo sviluppo di un’avventura lineare. È invece la riflessione della storia stessa a porsi al centro dell’attenzione; a primo impatto, questo approccio potrebbe intimorire per la sua complessità, ma in realtà è come se Risari avesse voluto renderci partecipi di una passeggiata, accompagnandola e parlandoci sul significato profondo dei sentieri della vita. L’argomento è vasto, ma viene espresso con leggerezza, valorizzata dalle fenomenali campiture colorate di Calisi. Attraverso frasi potenti come: “tutti i giorni imparo a perdermi e a ritrovare la strada”, oppure: “lotto contro il vento e sfido il tempo col mio corpo”, “Sentieri” ci insegna che il proprio viaggio è unico e imprevedibile. La vita, anche se può sembrarci lineare, è diversa per ciascuno di noi: l’unicità non si ottiene sfidando il tempo, bensì perdendosi e ritrovandosi in modi che solo noi stessi siamo capaci di scoprire. Questo rende unica ognuna delle nostre storie. Nel racconto viene anche fatto un lieve, e volutamente vago, riferimento a una terza persona da “rincontrare”. L’ambiguità è funzionale, affinché si possano esternare più interpretazioni: può trattarsi tanto di una persona come di un luogo, di un obiettivo o di un sentimento. In questo modo, la narrazione è così ampia da adattarsi al significato personale di ciascun lettore.
Lo stile illustrativo di quest’opera è forse, tra tutti, il vero protagonista del racconto. La narrazione semplice e minimale di Risari offre sufficiente contesto alle immagini senza comunque distrarre l’occhio e privarlo della loro bellezza. Una grande importanza è conferita alle piante, elemento comune in quasi tutte le tavole, che enfatizzano le differenze tra i vari mondi attraverso cui gli autori ci accompagnano. Con una palette autunnale, perfetta per conferire il senso di calma del racconto, le linee sinuose delle composizioni guidano l’occhio attraverso mondi stupendi, pagina dopo pagina.
Questo racconto è sicuramente destinato a un target più grande del solito, in quanto affronta un tema esistenziale con poche parole; ma questo è il suo punto forte: rientrare fieramente in quella categoria di libri dell’infanzia (di fascia intermedia) che educano in modi meno classici e introducono i lettori più giovani a delle riflessioni profonde, sviluppando il loro senso critico e il loro intelletto.
Francesca Pisani








