“Un mondo pieno di vuoto”: undici racconti di Izumi Suzuki, tra allucinazione e straniamento

Allucinazioni, bizzarrie, relazioni disfunzionali, mondi alternativi. Sono solo alcuni gli elementi chiave dei racconti raccolti in “Un mondo pieno di vuoto” (add editore, 2025, pp. 300, euro 20,00) della scrittrice, attrice e modella giapponese Izumi Suzuki, morta suicida nel 1986.
Undici storie irrequiete, scritte tra il 1975 e il 1982 con personaggi fuori dalle righe, ma in linea con la realtà straniante in cui vivono, e in cui il soprannaturale e il delirio rientrano tra le caratteristiche comuni.
I rapporti umani sono il tema prevalente, a partire dal primo, “Diavolo Mancato”, in cui una donna decide di vendere il marito per dieci milioni di yen e un amante, semplicemente mettendo un annuncio, a cui risponderà un aspirante diavolo. In “L’amore non batte la Morte” i protagonisti sono due coniugi: il marito, sapendo di avere ancora poco da vivere, sfrutta la moglie per sottoporsi al “trapianto di vita” e farsi donare da lei parte degli anni che le rimangono. In “Match per il Titolo” invece, una donna, alimentata da forte gelosia, utilizza una macchina del tempo per tornare nel passato e impedire che l’uomo che ama incontri la moglie del presente. In “Processo per Divorzio” il rapporto burrascoso tra marito e moglie raggiunge il limite durante le udienze per il divorzio. Il racconto che chiude la raccolta, “Peppermint Love Story”, si concentra sul rapporto tra un bambino e una giovane donna, che negli anni cambia forma e significato.
“Non trovi che sia pazzesco, il trapianto di vita?», è lui a cominciare il discorso, con la battuta a cui ha pensato per circa tre giorni. «Si calcola la durata della vita delle persone con un margine di errore di un anno e mezzo, quindi con una certa precisione. E si trasferisce tale durata da un organismo vivente all’altro. Altro che trapianto di cuore, questa è una scoperta da premio Nobel! Anzi no, ne meriterebbe almeno tre o quattro, come gli Oscar.”
Altri racconti esplorano invece visioni allucinate e componente onirica: dall’uomo che si trasforma in canguro (“The Me Kangaroo Down, Sport”), a “Un’Esistenza Tranquilla”, con il suo eroe violento e freddo, a “Un brutto sogno”, dove femminile e maschile si danno il cambio nel corpo del protagonista. “Love of Speed”, invece, ha come protagonista una donna che soffre di allucinazioni, e che ha una relazione con un alieno.
Il racconto che dà il titolo al volume, “Un mondo pieno di vuoto”, e il successivo, “Chissà perché Upside Down” sono legati dagli stessi protagonisti: nel primo quattro giovani studenti si scambiano opinioni su artisti musicali, canzoni, epoche, gusti, nel secondo, si trovano ad affrontare un viaggio ipnotico in una realtà parallela, dove è facile rimanere intrappolati, con il rischio di non risvegliarsi più nella propria dimensione. Per immergersi completamente nelle atmosfere di questi due racconti in particolare, è possibile ascoltare la playlist dedicata.
“Perché sono infelice? Risposta: perché sono affamata d’amore. Sì, sono un’errabonda personalità nevrotica dell’epoca contemporanea. No, non è vero, sto esagerando. Io (anche se si tratta di un modo di dire anomalo) sono diversa dagli altri, ma sono normale.”
Pur essendo stati scritti più di quarant’anni fa, questi racconti hanno una forte presa nella lettura e un costante senso di inquietudine. Non c’è tecnologia, e non se ne sente la mancanza, è sufficiente l’allucinazione e lo spiazzamento della dimensione alternativa che viene ampiamente offerta.
La traduzione di Asuka Ozumi aiuta ad addentrarsi nella dimensione distopica dell’autrice, che in più racconti sembra sfiorare alcuni punti dolenti della sua vita, come il rapporto difficile con il marito, sassofonista jazz, da cui divorzierà nel 1977 solo dopo tre anni di matrimonio, e la morte di quest’ultimo per overdose l’anno successivo.
La copertina di Lucrezia Viperina è un’ottima rappresentazione del mondo descritto dall’autrice, su un fondo nero pece che intrappola ogni elemento di colore.
“Un mondo pieno di vuoto” è una lettura intensa, che trascina nel profondo del titolo, per uscirne turbati e allo stesso tempo incredibilmente sazi.
Roberta Usardi







