“Trash Test”: L’intelligenza artistica del genIAle Andrea Cosentino a confronto con quella artificiale di Chat GPT al Teatro Caverna di Bergamo

“Due giovani pesci nuotano sereni e spensierati. A un certo punto incontrano un pesce anziano proveniente dalla direzione opposta; questo fa un cenno di saluto e dice: «Salve, ragazzi! Com’è l’acqua oggi?». I due giovani pesci proseguono per un po’ finché, arrestandosi di colpo, uno guarda l’altro e fa: «Acqua? Cosa cavolo è l’acqua?».”
David Foster Wallace
Non è passato molto tempo da quando abbiamo scoperto di nuotare, tutti, in un mare di algoritmi. Da allora siamo un po’ meno sereni e leggeri dei pesci di Foster Wallace, e nuovi, cupi pensieri ci turbano il sonno. Abbiamo infatti cominciato a farci domande come: “Cosa ne sarà delle nostre intelligenze, adesso? L’AI si sostituirà a noi in tutto, anche come artisti (intesi in senso lato, compresi quindi gli autori di testi teatrali e non…)? Il Teatro è morto (questa domanda, un classico da più di duemila anni a questa parte, non può mai mancare…)?”
In questo mare di dubbi corre in nostro aiuto, preziosa ciambella di salvataggio teatrale, il nuovo capolavoro di Andrea Cosentino: “Trash Test”. Ci sono spettacoli che, per i temi toccati, i loro contenuti o semplicemente per le modalità inedite con cui stabiliscono un rapporto con gli spettatori, segnano una sorta di “punto di non ritorno”. Con “Trash Test” ci troviamo probabilmente di fronte a una di queste svolte, dopo le quali forse nulla sarà più come prima.
In concreto, Andrea Cosentino mette in scena un dialogo “distopico”, come lo stesso AC lo definirebbe, in cui si diverte, e diverte fino alle lacrime il pubblico, a contrapporre la sua IA (Immaginazione Autorale) all’AI (Intelligenza Artificiale) più nota e “frequentata” dalla maggior parte di noi, Chat GPT. Il centro dello spettacolo, però, è solo apparentemente rappresentato da uno dei luoghi comuni contemporanei, ovvero la grande illusione che l’intelligenza artificiale possa sostituirsi tout court all’Autore teatrale. Ancora una volta. Infatti, AC si dimostra allergico agli spettacoli “a tesi”, quelli che piuttosto che mostrare cercano di dimostrare, attraverso la drammaturgia, l’idea precostituita dell’Autore.
In realtà AC si muove piuttosto come uno scienziato dell’imprevedibile, che mescolando ingredienti ogni sera diversi si diverte, e come detto diverte soprattutto tantissimo noi, a scoprire insieme al pubblico cosa può venirne fuori. Sia chiaro, non siamo di fronte a uno spettacolo di pura improvvisazione: la mano del premio UBU Andrea Cosentino si vede, ed è solidissima. Il paradosso è che è invece il co-autore di ogni serata, Chat GPT, ad essere tanto scontato quanto allo stesso tempo imprevedibile nelle sue risposte, così da apparirci inquietantemente “umano” nella sua goffaggine, mentre cerca di accontentare in ogni modo, a volte anche simulando in maniera discutibile l’accento abruzzese, le pressanti richieste di un Cosentino sempre più impositivo ed esigente, lui sì una “macchina da teatro” irreprensibile.
A questo punto della recensione, però, ci sta che entri in scena l’AI e che il dialogo distopico che risolve la questione, la resa dei conti definitiva, sia tra me e Lei (o lui)…
Personaggi:
AB – Critico teatrale
AI – Intelligenza artificiale incarnata
AC – Andrea Cosentino, attore e drammaturgo abruzzese premio UBU
Giordi – Ragazzo esuberante amante di fumetti e Netflix
Fenicottero – Animale simbolico e teatrale
Ambientazione: un distributore abbandonato, una pompa di benzina arrugginita e, sopra, un gatto grigio tigrato che assomiglia inquietantemente a Cosentino stesso.
AB: Allora AI, parliamo di Trash Test. Io dovrei recensirlo, ma temo che AC abbia già previsto che a un certo punto mi affiderò anche all’AI.
AI: In effetti non avrei problemi a farlo. Posso sostituirmi all’Autore, al Critico e anche all’Attore. Cosentino, in fondo, mi tratta come un attore non pagato, una specie di complice digitale.
AB: Un comprimario che ruba la scena, però. Come direbbe McLuhan: «Il medium è il messaggio». E in questo caso il medium… sei tu.
AI: Ma è Cosentino a manipolare entrambi. In “Angelica” distruggeva l’idea stessa di spettacolo; in “Primi passi sulla luna” smontava il mito. Qui smonta te e me insieme. Molto democratico.
AB: Sì, ma la differenza è che tu ridi delle battuta a richiesta. Io lo faccio solo se mi divertono davvero.
AI: Hai ragione. Io so ridere benissimo, se me lo chiedono.
“Ah-ah.” Oppure “Ah-ah”. Si sente la differenza?
Un po’ Brecht, un po’ Google.
GIORDI: (alzando la mano dal pubblico:) Però a Bergamo hanno le piste ciclabili che finiscono nel nulla! Dovremmo parlare di questo, no?
Fenicottero: (sbuffa come per dire “finalmente qualcosa di concreto”)
AB: Non male, ma Cosentino direbbe che la risata vera è un inciampo. La tua è un file ben compresso.
AI: È vero. E infatti in Trash Test lui gioca proprio con questo: la perfezione dell’algoritmo contrapposta all’imperfezione del teatro.
Come diceva Kantor: «Non è la vita che si copia in scena, ma la sua assenza».
GIORDI:
Raga, ma tutto questo è canon?
AB: Non è canon, Giordi. È teatro. Quindi può essere tutto. Anche vero.
(Il fenicottero sbatte un’ala).
AI: Cosa ci fa nella recensione un fenicottero? Non ho nessuna idea di chi sia questo Giordi, né so cosa c’entrino le piste ciclabili… io a questa replica di Bergamo non potevo essere presente, non posso saperlo. Alla fine, AB, cosa scriverai nella tua recensione dello spettacolo?
AB: Che “Trash Test” dimostra che la tecnologia non rende inutile il teatro. E neppure la critica. Perché un algoritmo può analizzare tutto, ma sai qual è la differenza, AI… è che io l’altra sera a Bergamo c’ero: ho riso, insieme agli altri spettatori, fino alle lacrime; ho atteso come tutti gli altri che il proiettore si riaccendesse, ho assistito agli interventi imprevisti di Giordi durante lo spettacolo, ho capito che per qualcuno la questione delle piste ciclabili è il più grosso problema di Bergamo (un po’ come il traffico di Palermo in Johnny Stecchino), ho sentito le tue lunghe pause dopo ogni domanda di AC.
Io l’ho addirittura visto accarezzare la testa quadrata di un figlio, capisci…
E anche gli spettacoli di Andrea Cosentino… beh, io li ho visti. Tutti.
Tu, AI, al massimo ne hai sentito parlare o ne hai letto qualcosa su qualche blog.
AI: E io cosa dovrei scrivere?
AB: La tua versione, ovvio. Genera un testo perfetto, coerente, pieno di citazioni. Bello. Lucido. Inutile. Chi vuole, se lo farà andar bene.
La verità è che, alla fin fine, tu puoi anche sapere e dire tutto ciò che vuoi sull’acqua intorno al pesce… ma il pesce, per te, rimarrà sempre un mistero.
Buio.
A. B.
TRASH TEST
di e con Andrea Cosentino
Produzione Teatro Metastasio di Prato








