“Tape – La registrazione” al Teatro Filodrammatici di Milano: quando il passato bussa alla porta

Ha senso scusarsi oggi per una cosa successa tanto tempo fa?
Vince e Jon sono amici sin dal liceo, anche se hanno caratteri diametralmente opposti: Vince è espansivo e forse un po’ troppo incline verso l’alcol e il fumo, e non ha un lavoro “serio”, mentre Jon è un tipo razionale, è diventato un regista, si veste bene, e si dichiara interessato a comprendere la società e la direzione che sta seguendo.
I due amici si trovano nella stanza del motel, si punzecchiano e scambiano battute d’intesa fino a quando Vince non fa il nome di Amy, la ragazza con cui stava al liceo. Anche se la loro storia finì poco dopo, Vince ricorda che durante una festa di una loro compagna Jon e Amy sono finiti a letto insieme. Nonostante siano passati diversi anni, Vince è tormentato da quel ricordo: cosa è successo davvero quella notte tra Jon e Amy? Vince lo chiede a Jon, e quest’ultimo, non senza una certa riluttanza, a poco a poco rievoca quei momenti , prima in modo superficiale e sfuggente, ma su insistenza di Vince, che diventa sempre più provocatorio e aggressivo, emergerà da Jon una verità sconcertante.
“Tape – La registrazione” , di Stephen Belber, è in scena in prima nazionale al Teatro Filodrammatici di Milano dal 5 al 22 marzo 2026. Un testo che rappresenta perfettamente diversi aspetti del nostro vivere oggi, tra i quali, un passato mai superato, i sensi di colpa, la difficoltà a comunicare e ad ascoltare l’altro.
Perché a Vince interessa tanto sapere di quella notte tra Jon e Amy? Forse per gelosia, per mancanza di autostima, o per complesso di inferiorità verso l’amico? Il dialogo tra i due diventa gradualmente più teso e crudele, fino a quando all’improvviso arriva Amy. Il confronto si allarga e la tensione si infittisce su quale sia la reale versione dei fatti di quella notte. I punti di vista divergono, così come gli appigli per uscirne indenni.
La splendida traduzione di Bruno Fornasari, che cura una regia precisa, dinamica e tagliente, mette sul tavolo delle tematiche molto sensibili, che sono facili da fraintendere e da interpretare. Gesti ambigui, paure nascoste, sensi di colpa messi a tacere, superficialità, tentativi di redenzione che falliscono miseramente. In scena, i tre stupendi attori, Umberto Terruso (Vince), Tommaso Amadio (Jon) e Camilla Pistorello (Amy) rendono chiaramente visibile le complessità delle relazioni umane. Se la prima parte dello spettacolo è gustosa e divertente, ricca di battute e dialoghi esilaranti, la seconda parte si fa più sottile, preparandosi a raggiungere quel punto torbido che si muove dentro ognuno di noi, che nasconde tutto ciò che non si vuole vedere o ricordare. Quando viene toccato, la maschera cade in frantumi.
“Tape – La registrazione” è un assaggio di ciò che il passato può celare, di ciò che ci si racconta per non pensare, per poter uscire incolumi dal giudizio degli altri e ancora di più dalla nostra stessa auto condanna.
Da non perdere.
Roberta Usardi
Fotografia di Laila Pozzo








