Si è conclusa il 28 novembre la 24esima edizione del RIFF – Rome Independent Film Festival

La ventiquattresima edizione del RIFF – Rome Independent Film Festival si è conclusa venerdì 28 novembre presso il Nuovo Cinema Aquila di Roma.
13 sezioni in concorso dai lungometraggi alle sceneggiature, oltre 80 opere contemporanee in concorso tra anteprime Europee e Mondiali, i quali hanno rappresentato il cinema indipendente contemporaneo.
90 titoli da circa 30 Paesi da tutto il mondo, con 13 sezioni in concorso.
Oltre al concorso audiovisivo la kermesse si è avvalorata di ulteriori e diversi incontri, a cominciare dalla presentazione del libro Black Film Matters di Lapo Gresleri alla biblioteca Goffredo Mameli, la Masterclass sulla direzione della fotografia tenuta da Roberto Forza, e il Panel presso il Cinema Farnese sulla sceneggiatura tenuto da Stefano Bises e Daniele Cesarano insieme a Paul Haggis, co-direttore artistico di quest’anno insieme a Fabrizio Ferrari.
A conferire i premi la Giuria composta da Barbara Busso, Giancarlo Chetta, Gabriele Ciampi, Mario Colamarino, Enzo d’Alò, Ben Minot e Maria Teresa Monaco.
Per la prima volta al Riff una nuova sezione di concorso dedicata all’Intelligenza artificiale.
Il direttore artistico Fabrizio Ferrari ha aperto la serata proprio con un premio dedicato a questa nuova sezione:
– il premio al Miglior cortometraggio per l’intelligenza artificiale è andato a Animalz – Part One di Simone Bocchino e Luca Ontino, una coproduzione Italia-Spagna in anteprima europea con la seguente motivazione: “un interessante esperimento visivo che dimostra la volontà di esplorare il potenziale narrativo dell’intelligenza artificiale. Pur non utilizzando attori reali il film lavora su inquadrature mirate che restituiscono intensità e ritmo. Da apprezzare l’impegno nel raggiungere un livello di fotorealismo credibile in alcune scene e la cura nel montaggio.”
Per la sezione Cortometraggi sale sul palco insieme al direttore artistico, Barbara Busso per premiare nell’ordine:
– premio al Miglior corto di animazione è andato a Rukeli di Alessandro Rak, una co-produzione Italia-Svezia in anteprima europea con la motivazione: “utilizza l’animazione come linguaggio di memoria e resistenza, restituendo con straordinaria forza visiva la storia di Johann Wilhelm Trollmann pugile Sinto vittima del nazismo. La regia combina sensibilità artistica e rigore narrativo fornendo un segno grafico, ritmo e musiche in un racconto di rara intensità emotiva. Un’opera che conferma la capacità dell’animazione di farsi strumento poetico e civile, capace di dare voce alla storia e alla dignità umana.”
– premio al Miglior corto della sezione Studenti, che racchiude alcuni cortometraggi provenienti dalle scuole di cinema più importanti d’Europa ed extra-europee. Maria Teresa monaco ha premiato (In)Visible di Sam Joseph, produzione UK in anteprima italiana, il quale “realizza un racconto di grande intensità emotiva che esplora con delicatezza il tema dell’emarginazione e del bisogno di riconoscimento. La regia si distingue per sensibilità visiva e coerenza stilistica, capace di dare forma a un linguaggio sobrio ma profondamente empatico. Un’opera che colpisce per la sua autenticità e per la finezza del suo sguardo umano.”
– premio Miglior corto internazionale ha premiato Barbara Busso Sàga di Mailys Gelin & Clément Grosdenier, una produzione francese in anteprima italiana: “è un cortometraggio ambizioso che mette in scena l’interiorità di un personaggio marginale, vivendo un cambiamento traumatico segreto. La regia e la fotografia promettono un linguaggio visivo curato. La tematica è rilevante e contemporanea, riesce a sfruttare bene i suoi 18 minuti per creare empatia, suspense e simbolismo.”
Per i cortometraggi italiani tra 24 titoli e anteprime mondiali e non anteprime, sul palco Vanessa Formichetti che cura da vent’anni la sezione.
– menzione speciale va a Gonfiami di Iacopo Zanon, prodotto in Italia e in anteprima italiana, “una riflessione ironica malinconica sulla solitudine contemporanea e sull’illusione dell’amore artificiale. Il corto reinterpreta con originalità il linguaggio di Her trasformando la relazione con una bambola gonfiabile in una metafora della distanza emotiva e del bisogno di connessione reale. Cura visiva e ritmo narrativo molto efficaci, con alcuni richiami al mito di Cassandra.”
– il premio più atteso come Miglior cortometraggio italiano è andato a La talpa di Marco Santoro, una produzione italiana. Il premio vuole premiare l’efficacia di un racconto che ben si presta ad essere diffuso sui canali web. Il premio consiste in un contratto di acquisto dei diritti web e film tv del corto da parte di Rai Cinema che godrà della visibilità su Rai Cinema Channel, sui suoi siti partner e a discrezione dei responsabili delle reti, sui canali Rai. Consegna il premio Vanessa Formichetti con la motivazione “per la capacità di unire con sorprendente equilibrio ironia e profondità trasformando la disillusione della periferia in un racconto vibrante di verità e umanità, con sguardo pungente e ironico la talpa mescola denuncia e umorismo, leggerezza e malinconia, restituendo un ritratto grottesco ma autentico dell’Italia contemporanea.”
Un premio fuori programma, fuori concorso come Premio al Miglior Soggetto di Serie va a L’appartamento sold out di Gianni Cardillo e Francesco Apolloni pubblicata sulla piattaforma di Raiplay. “Per un soggetto che intreccia realtà e invenzione, restituendo un ritratto vivo, coraggioso e necessario dell’Italia di oggi”.
La sezione documentari ha visto nuove aziende del settore che hanno sostenuto il Festival con i premi e una di queste è Machiavelli Music, presenti sul palco le rappresentanti dell’azienda Elisabetta Spina e Silvana Molino.
– premiano il Miglior documentario italiano insieme a Sara Sicoli che si occupa della sezione documentari il documentario Arte Sciopero di Luca Immesi, in anteprima mondiale. “La capacità di unire il impegno civile e forza visiva in un racconto incisivo e necessario. Attraverso uno sguardo rigoroso e profondamento umano il documentario mostra come l’arte possa diventare strumento di resistenza e cambiamento sociale. L’opera essenziale potente e attuale.”
– miglior documentario internazionale va a Stop killing our women di Marco Venditti, una produzione Papua Nuova Guinea in anteprima europea, perché “il fatto di essere un’opera che riesce a trasformare dati, storie e ferite in un racconto cinematografico colpisce con precisione e umanità. Venditti costruisce un film che non si limita a denunciare ma invita a comprendere le radici culturali e sociali della violenza, offrendo uno sguardo lucido e rispettoso sulle vite segnate da questa tragedia. Un lavoro che mette lo spettatore davanti a una responsabilità collettiva ricordando che il cambiamento è possibile attraverso l’ascolto e la consapevolezza.”
Il premio di Machiavelli Music consiste in un premio del valore di mille euro per l’utilizzo di musica tratto dal catalogo dell’azienda con la possibilità di utilizzarli per una futura produzione di un documentario nell’arco di due anni fino al 31 dicembre 2027.
– il Premio alla Miglior Sceneggiatura per un Lungometraggio va a La risacca di Chiara Benedetti “per aver saputo sapientemente coniugare l’aspra realtà di chi ha avuto poco dalla vita con un tocco di fantasy a sfondo sociale, riuscendo in tal modo a creare un’atmosfera unica foriera di cambiamenti nel protagonista.”
– il Premio al Miglior Soggetto per un Lungometraggio va a Operazione Fuo.Co. di Federica Angelini “per aver saputo convogliare le speranze dei giovani delle periferie, in un progetto di lotta cittadina che coinvolge un’intera comunità, riscrivendo in tal modo l’immagine di ragazzi troppo spesso associati a superficialità e violenza.”
Per quanto riguarda la sezione lungometraggi si è avvalsa di una importante partnership con l’azienda Laser film. Sale sul palco il Premio Oscar Paul Haggis.
– premio Migliore opera a tema lgbtq+ consegnato da Mario Colamarino presidente del circolo Mario Mieli va a Eva di William Reyes, produzione Honduras-Colombia in anteprima mondiale “un racconto intenso universale che attraversa l’imprevedibilità della vita trasformando dolore e perdita in occasione di rinascita. Con sensibilità e coraggio porta sullo schermo una storia che invita a vivere pienamente la propria identità e i propri desideri, mostrando come la famiglia possa essere scelta, ritrovata e reinventata. La forza emotiva della sua narrazione e la delicatezza con cui tratta esperienza queer e la capacità di trasformare il destino in un atto d’amore.”
– premio per il miglior film internazionale va Violent butterflies di Adolfo Dàvila, produzione Messico in anteprima europea, per “l’audacia con cui intreccia riflessioni etiche e tensione narrativa. Trasformando l’incontro tra Victor ed Eva in una potente metafora di metamorfosi personale e morale, il film indaga con sensibilità la frattura tra principi individuali e sistemi di giustizia, offrendo allo spettatore un racconto vibrante capace di generare interrogativi profondi. Pur conservando alcune imperfezioni tecniche e un finale volutamente controverso, l’opera si impone per la sua energia viscerale, la qualità delle interpretazioni, l’eleganza fotografica e un commento musicale di grande intensità. Si afferma come un lavoro coraggioso e coinvolgente, in grado di restituire al cinema il valore degli ideali e della loro difficile difesa.”
– Menzione speciale come lungometraggio italiano invece va a 6:06 di Tekla Taidelli, produzione Italia-Portogallo. “Un road movie intimo e coinvolgente, sostenuto da una sceneggiatura capace di trasformare un viaggio reale in un percorso di autentica redenzione. I co protagonisti regalano interpretazioni sincere e profonde, a cominciare da una regia attenta alle sfumature emotive. Fabio nunziata dona al film un ritmo fluido e avvolgente, contribuendo a creare un’opera essenziale, intensa e sorprendentemente umana.”
– premio per il Miglior lungometraggio italiano è andato a E se mio padre di Sole Tonnini, produzione Italia-Albania, con la seguente motivazione “per la sensibilità con cui affronta il momento fragile e universale, in cui l’infanzia si incrina. La scoperta da parte di una bambina della doppia vita del padre. Il film, che a una prima impressione richiama il tono agrodolce della tradizione italiana, rivela invece una sorprendente profondità grazie alla regia delicata e attenta e a un cast straordinario, capace di restituire sfumature emotive rare. L’opera esplora senza retorica la perdita dell’innocenza contrapponendo lo sguardo puro dell’infanzia alle rassicuranti menzogne del mondo adulto, e lo fa con un linguaggio sobrio, umano, sempre rispettoso. La qualità delle interpretazioni guidate con notevole maestria, conferisce al film una forza narrativa che tiene lo spettatore avvinto e rende questa storia intima e attuale. Un prezioso contributo al cinema contemporaneo.”
Il Riff è stato realizzato con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema – Ministero della Cultura e della Regione Lazio, Direzione Regionale Affari della Presidenza, Turismo Cinema, Audiovisivo e Sport. Grazie anche all’Ambasciata Tedesca a Roma, l’Istituto Polacco di Roma per il sostegno economico, l’Istituto Francese per il patrocinio e supporto, sono ambasciate e istituti che hanno collaborato con il Riff per i film in concorso.
Chiude la serata il Patron Fabrizio Ferrari con i saluti, ringraziamenti e con un bel “Viva il cinema italiano”.
E.M.







