“S-ENZ”, un dialogo vivo con la parola di Enzo Moscato

Alla Sala Assoli Moscato di Napoli torna dal 12 al 15 e dal 19 al 22 febbraio 2026, per la quarta edizione di We Love Enzo, “S-ENZ”, lo spettacolo ideato e interpretato da Giovanni Ludeno. È l’ultimo appuntamento del progetto dedicato alla memoria e all’opera di Enzo Moscato, scomparso nel 2024.
La messa in scena di “S’ENZ” si struttura come un viaggio poetico dentro il linguaggio e la visione scenica di Moscato. Il titolo è una parola mutila (“senza la O” di Enzo), l’assenza, che diventa presenza viva nel teatro, risveglia la sua voce attraverso l’assenza fisica e l’evocazione poetica delle sue scritture.
Ludeno costruisce la performance a partire da frammenti di testi di Moscato — tra cui pezzi di “Mal d’Hamlè”, “Gli anni piccoli”, “Occhi gettati”, “Partitura” e “Luparella” — e compone una sorta di mosaico drammaturgico dove le parole si intrecciano con ritmo. La sua interpretazione è spesso “in stato di sospensione”, facendo eco alla caratteristica poetica di Moscato, fatta di lingua magmatica e musicalità. Infatti l’aspetto più originale di Moscato nel teatro contemporaneo è stato nella sua lingua teatrale barocca, insieme arcaica e modernissima, un ibrido sonoro composto da un napoletano multietnico contaminato da italiano, francese, latino, spagnolo, greco e altre lingue. Una lingua fisica fatta di ritmo, suono, corpo e musicalità. Moscato rifiutava l’etichetta di drammaturgo nel senso classico, per lui la scena era spazio di sogni e incubi, un delirio fatto parola viva, “qualcosa da tirare fuori dall’irrealtà”.
Come nella poetica originale, la musica dal vivo e le sonorità vocali attraversano l’allestimento. Le musiche dal vivo di Paolo Polcari accompagnano questo percorso, sono un sostegno discreto, a volte un controcanto. Il paesaggio visivo curato da Roberto Cyop contribuisce a creare un ambiente essenziale, nei colori del rosso bianco e nero, dal forte simbolismo.
È una scrittura di forza viva e attuale. Il tema dell’assenza diventa metafora del teatro stesso: una voce che persiste oltre la morte. Lo spettacolo prende in prestito anche passaggi da testi illustri, come Dante e Leopardi, fa eco a Eduardo, indaga le tensioni tra vita e memoria, spettacolo e rituale, poesia e performance, facendo sentire il pubblico parte di un’esperienza ampia, vissuta nella carne.
Brigida Orria
“S-ENZ”
di Enzo Moscato
adattamento drammaturgico di Giovanni Ludeno
con Giovanni Ludeno
musiche Paolo Polcari
paesaggio visivo Roberto-C
produzione Casa del Contemporaneo








