“Piccoli Miracoli”: l’unione tra arte visiva e teatro nel nuovo emozionante spettacolo di Paolo Nani

Arte visiva e teatro senza parole, create in tempo reale: un binomio insolito, soprattutto in un mondo dove la soglia di attenzione e a livelli minimi e il cervello è bombardato da mille stimoli. Tuttavia, questa particolare combinazione è riuscita con grande successo a Paolo Nani, nel suo spettacolo “Piccoli Miracoli”, con la regia di Frede Gulbrandsen, in scena al Teatro Filodrammatici di Milano dal 9 al 14 dicembre.
Il palco vede al centro, sullo fondo, un telo per le proiezioni e un po’ più avanti, spostata di lato, una piccola scrivania con una telecamera che riprende dall’alto il piano di lavoro. Si tratta di un tavolo da disegno, con pochi oggetti intorno, ed è anche l’angolo / rifugio del protagonista, un disegnatore che utilizza il suo talento per raccontare e raccontarsi. Chi lo guarda sembra ipnotizzato da un incantesimo, perché non riesce a staccare gli occhi da quella penna in movimento. Il protagonista è solo e, nella sua quotidianità, soffre di questa sua condizione. Siamo nel 1995.
“Essere o non essere SOLO.
Questo è il casino.”
L’assenza di parole non turba, anzi, rende ancora più necessaria la significativa arte visiva che si muove in armonia con la colonna sonora, che spazia dalla musica classica, al jazz, al pop. Per chi non è abituato all’assenza di parole potrà sembrare uno spettacolo monotono o statico, ma non lo è affatto. Proprio nel suo silenzio verbale si esprime tutto ciò che viene fin troppo spesso tralasciato: il linguaggio del corpo e la stimolazione visiva: la semplicità dei disegni mostra una profondità, a cui non manca nulla. Una varietà di situazioni offre al pubblico di virare tra la malinconia e la comicità. E insieme a tutto questo il tempo scorre, fino al presente. Da ogni momento in scena, seppur apparentemente ordinario nella normale vita quotidiana, si ha modo di ricordarsi che nulla è scontato, e che ogni istante è di per sé, un piccolo miracolo, solo per il semplice fatto di esserci, anche quando si incappa in imprevisti o fastidi che minacciano la tranquillità a cui si è abituati.
“Piccoli Miracoli” è una presa di coscienza che la vita scorre e che anche la solitudine è circondata dal movimento, e ogni istante può fare la differenza. I disegni che Paolo Nani esegue dal vivo stimolano l’immaginario di chi lo segue, e creano un senso di partecipazione molto forte.
Paolo Nani, ancora una volta, riesce a rendere il teatro una forma di comunicazione che va oltre l’ordinario, dando spazio alla fisicità, alla visualizzazione e alle suggestioni, ricordandoci chi siamo.
Da non perdere.
Roberta Usardi
Fotografia di Lars Holm








