“L’urban fantasy unisce mondi immaginari e reali” – Intervista a Benedetta Luoni, autrice di “The Bounty Hunter”

“The Bounty Hunter” (qui la nostra recensione) ci ha conquistato fin dalla prima pagina; si tratta di un romanzo urban fantasy in cui il lettore viene catapultato in una New York City soprannaturale, in cui vivono diverse razze. La protagonista è una giovane umana, Makhaira, una cacciatrice di taglie, la “Bounty Hunter” del titolo. Volendo saperne di più su questo romanzo , sulla sua genesi e sulla sua continuazione, ne abbiamo parlato con l’autrice, Benedetta Luoni.
Ciao Benedetta, come prima cosa ci racconti come sei diventata scrittrice e perché hai scelto il fantasy o, meglio, l’urban fantasy?
Sono diventata scrittrice perché per me scrivere è un bisogno naturale, non una fuga dalla realtà, ma uno strumento per comprenderla. Attraverso la scrittura do forma a emozioni, immaginazione e riflessioni sul mondo che ci circonda. Fin da bambina inventavo storie: le mettevo in scena nei miei giochi — “le Missioni”, come le chiamavo — piene di azione, pericoli e suspense. Disegnavo avventure e mondi creando videogiochi, vivevo sogni vividi che spesso ricordavo al mattino. La fantasia è sempre stata parte integrante di me, e ho cercato in tutti i modi di darle voce. Questa predisposizione si è concretizzata nel 2015 con la pubblicazione del mio primo libro, “Diario di una stagista perbene”, un romanzo autobiografico e ironico sul mondo del lavoro. Ma è con “The Bounty Hunter” che ho davvero trovato la mia strada: l’urban fantasy è il genere che più mi rappresenta, perché unisce mondi immaginari e reali. Amo questo genere perché permette di parlare di identità, potere, marginalità e coraggio, amplificando la realtà in chiave simbolica. È un mito contemporaneo: rende visibile ciò che è invisibile e possibile ciò che è impossibile.
Hai pubblicato a giugno “The Bounty Hunter”, il primo romanzo di una nuova saga urban fantasy, in quanto tempo l’hai creato?
Il processo è stato tanto istintivo quanto metodico. Ho iniziato scrivendo direttamente sulle note del cellulare, in qualunque momento libero della giornata, catturando dialoghi, scene e pensieri. La prima stesura ha avuto un flusso travolgente.
Poi è iniziata la fase più rigorosa:
- schemi narrativi
- mappe concettuali scritte a mano
- timeline
- verifiche di coerenza
- studio dei personaggi e dei loro archi evolutivi
Il primo volume ha preso forma in circa un anno e l’ho cominciato poco dopo aver pubblicato il mio primo libro autobiografico. In parallelo stavo già gettando le basi degli altri volumi perché avevo ben in mente la trama complessiva della saga. Ad oggi, sono previsti sei libri per chiudere l’arco narrativo, e ne ho già scritti quattro, circa uno all’anno. Avrei anche già in mente una serie spin off interessanti…
In “The Bounty Hunter” siamo a New York, hai un legame con questa città?
È una città che ho amato ancora prima di averla vista. Ci sono stata due volte e mi ha conquistata immediatamente. Quando arrivi hai la sensazione di esserci già stato, come un costante déjà vu, per via dell’immaginario visivo costruito da film e serie TV. È uno dei pochi posti al mondo in cui vivrei al di fuori dell’Italia. New York è luci e ombre, fascino e durezza, solitudine e libertà — esattamente le tensioni emotive che mi interessava raccontare nella mia storia. È la città perfetta per un urban fantasy con un impatto visivo cinematografico: un palcoscenico di storie invisibili, un crocevia di identità, culture diverse, contrasti e conflitti nascosti, mostri che non si celano nel buio.
La protagonista “The Bounty Hunter” è Makhaira, una donna determinata, di cui si conosce ancora poco, e che narra in prima persona. A quale modello ti sei ispirata per creare il suo personaggio?
Makhaira è un personaggio che nasce da tante influenze diverse, ma è profondamente mio, nella sua complessità e stratificazione di contrasti interiori. Mi hanno però ispirata alcune figure femminili forti, complesse e indipendenti:
- Kahlan Amnell (Spada della Verità – Terry Goodkind)
- La Regina degli Elfi di Shannara (Terry Brooks) – il primo libro fantasy che ho letto a 10 anni e mi ha iniziato al genere
- Anita Blake (Laurell K. Hamilton)
Quello che mi affascina di questi personaggi è la loro vulnerabilità unita alla determinazione. Makhaira infatti non è una supereroina perfetta: è umana, sbaglia, ha paura, ma non smette di reagire, di lottare anche per i principi in cui crede e la sua etica. È fragile e forte allo stesso tempo — e questa è la sua vera forza. Un po’ come tutte le donne, aggiungerei.
“The Bounty Hunter” fa parte di una serie, ci puoi dire come è strutturata?
La saga è composta da sei volumi. Ogni libro ha una sua trama principale incentrata sul mestiere di cacciatrice di taglie della protagonista, ad esempio nel secondo volume indagherà su altri due casi, ma c’è anche un fil rouge che percorre l’intero arco narrativo:
- lo scontro tra specie superiori
- i misteri sul passato della protagonista e chi sia realmente
- la tensione tra potere, forze oscure e sopravvivenza
Nei primi libri emergono:
- le gerarchie tra le razze (vampiri, mutaforma, Fey, umani)
- i conflitti tra “puri” e “impuri”
- l’oscuro passato dell’Epurazione che ha cambiato il mondo
Nei volumi successivi:
- si svelano verità nascoste e poteri oscuri in azione
- crescono le alleanze e l’odio tra specie
- Makhaira affronta la sua identità e ciò che può diventare.
È una saga che cresce e evolve insieme ai personaggi.
Se per assurdo ci potesse trasportare nella New York di The Bounty Hunter, che personaggio vorresti essere?
Istintivamente direi Makhaira, perché viva, autentica e coraggiosa. E poi è ironica e guida la moto proprio come me, quindi qualche parallelismo c’è di sicuro! Ma direi Simon, non solo per il fatto che si possa trasformare in una magnifica tigre bianca:
- è un leader nato
- ha grande autocontrollo
- vive tra potere e responsabilità
- è capace di proteggere, ma anche di sentire.
Mi affascina il suo equilibrio tra razionalità e istinto, e la sua tensione costante nel fare la cosa giusta anche quando costa caro.
Quando uscirà il seguito di “The Bounty Hunter”? Il finale è mozzafiato e non vedo l’ora di leggere il seguito…
Sono felice che il libro ti sia piaciuto così tanto. Ho già in essere il contratto per il secondo libro con la stessa casa editrice del primo, ArgentoDorato Editore. Inizieremo a lavorarci nella seconda metà del prossimo anno, e l’obiettivo è di pubblicare il secondo volume della saga entro la fine del 2026. È di fatto una domanda che mi viene posta spesso, anche perché come hai giustamente sottolineato, il finale lascia in sospeso qualcosa di molto importante, di irrisolto. Makhaira non è certo il tipo da voltarsi dall’altra parte: con la sua determinazione e testardaggine, non potrà far altro che affrontarlo a testa alta per scoprire la verità.
Roberta Usardi







