“L’uncino di Pan”: lo splendido dark fantasy di Franz Palermo ispirato da “Peter Pan” di James Barrie

Cosa succede quando la celeberrima storia di Peter Pan viene plasmata in un avvincente romanzo dark fantasy? Lo si può scoprire leggendo “L’Uncino di Pan” (2024, pp. 364, Euro 16,99) di Franz Palermo, vincitore del Premio Arcimago.
Tutti conoscono, anche solo a grandi linee, la storia di Peter Pan, il bambino che non voleva crescere, e la sua rivalità con Capitan Uncino nel fantastico mondo dell’Isola che Non C’è. Ma perché sono diventati nemici? Chi era davvero Capitan Uncino?
Siamo agli inizi del ‘700: James De Craon, figlio di un nobile e condannato all’esilio, decide di diventare un pirata ed entra a far parte della ciurma capitanata da Edward Teach, detto Barbanera, in qualità di mozzo. Sulla nave, oltre ai compagni, si trovano anche due giovani prigioniere. Per sfuggire alla Marina, oramai in procinto di catturare tutta la ciurma, Barbanera esegue un rituale maligno, recitando versi da un libro enorme diviso a metà, e chiamando al sacrificio le due prigioniere. Incredulo davanti alla soluzione estrema evocata dal suo capitano, James decide di agire, e, senza farsi vedere, riesce a portare in salvo una di loro, Priscilla. Ma sarà solamente l’inizio della fine: il rituale trasporta tutta la ciurma su un’altra isola. James, separato dagli altri e in compagnia della sola Priscilla, cercherà in ogni modo di scoprire il vero intento di Barbanera e sventarlo, per poter tornare finalmente a casa. Ad aiutarlo nel suo intento non solo Priscilla, verso la quale si sente fortemente attratto, ma anche un bambino di nome Peter Pan e gli abitanti dell’isola.
Quanto sopra non è che una minuscola rivelazione di una storia avvincente, narrata in terza persona, con l’attenzione rivolta su James, sui suoi stati d’animo, i suoi rimpianti, i suoi propositi. Un protagonista gentile e nobile, abile con la spada e volto a proteggere chi ama e chi lo sostiene. La sua evoluzione da gentiluomo a pirata dal nome Capitan Uncino è sorprendente e lascia col fiato sospeso fino alla fine. Il suo rapporto con Priscilla e con Peter Pan diventa sempre più solido, fino a quando non accade qualcosa di inaspettato e irreparabile, che rimescola tutte le carte in tavola. Sull’Isola Che Non C’è, dove si svolge l’ultima intensa battaglia, non c’è più spazio per i buoni sentimenti. Come è stato possibile arrivare a tanto?
“L’Uncino di Pan” è una lettura che lascia il segno, e che intriga dalla prima riga all’ultima; Franz Palermo ha saputo prendere le redini della storia di Barrie per costruirne delle fondamenta solide, con personaggi ben delineati, descrizioni accurate e meticolose, e una serie di eventi che catturano totalmente l’attenzione fino alla fine. Viene da chiedersi anche se sarà possibile un seguito… perché finire questo romanzo lascia uno strascico di nostalgia.
In fondo al libro, per ulteriori delucidazioni sull’opera di James Barrie, si trovano delle Appendici di approfondimento, che completano la lettura e la comprensione del romanzo.
Oltre a “L’Uncino di Pan” consigliamo la lettura anche dell’ultimo romanzo di Franz Palermo, “Biancaneve deve morire” (qui la nostra recensione), uscito lo scorso 15 giugno. Anche questa è una lettura imperdibile per gli amanti del fantasy.
Roberta Usardi








