“L’ultimo giorno”, la canzone pacifista che invita a riflettere – Intervista a Daniele Guastella

Il mese scorso è uscito “L’ultimo giorno”, il nuovo singolo di Daniele Guastella. Si tratta di una canzone di dolore e consapevolezza, nata da un senso di impotenza di fronte alla violenza del più forte sul più debole, e dall’amarezza per l’indifferenza di chi resta spettatore. Anche il videoclip, diretto da uMANo (Giuseppe Sicorello) è un racconto visivo sulla cecità morale del nostro tempo.
Daniele, “L’ultimo giorno” è il tuo nuovo singolo. Cosa rappresenta per te?
Questa canzone rappresenta una canzone necessaria per me, per la mia coscienza. Credo che di questi tempi ci si debba schierare apertamente e bisogna farlo mettendoci la faccia. Non è più tempo di retorica, di frasi a metà o di metafore…bisogna avere un linguaggio diretto e dire apertamente che siamo contro queste guerre che ci stanno imponendo dall’alto che debbono trovare una soluzione pacifica nel più breve tempo possibile!
Qual è stata la scintilla che ti ha portato a scrivere questo brano?
Quando ho sentito in TV che l’Europa intera aveva deciso questa assurda corsa al riarmo e aveva quasi gettato la spugna nell’affrontare seriamente il tema della pace con un approccio diplomatico importante, ho deciso di dire la mia con questo brano. E poi le notizie che si sono susseguite negli ultimi due anni, i conflitti in corso, la presa di coscienza di molti cittadini che vogliono risposte concrete verso un mondo impazzito, ma anche alcuni artisti che si sono distinti per aver preso netta posizione contro le guerre in corso e soprattutto contro un genocidio vergognoso. Tutto questo ha mosso in me l’urgenza di voler raccontare il mio disagio e la mia sofferenza attraverso questo brano, brano che è venuto fuori dalle viscere e dall’anima.
Musicalmente è un pezzo molto emotivo, ma anche estremamente diretto. Come hai costruito il sound?
La canzone, nella parte musicale, è nata su un pianoforte… Ho cominciato proprio da quel riff incalzante che fa un pò ricordare il passo pesante di un esercito marciante, ma di un esercito pacifico e PACIFISTA. Era la rabbia che sentivo dentro e che prendeva forma sotto forma di note basse. La frase martellante che ha iniziato la melodia era: “vogliono farci credere…” perché mi sentivo dentro un incubo, un film dell’orrore nel quale l’informazione veniva distorta e manipolata per spingere il mondo verso una violenza e un riarmo che risulta essere assurdo nel 2025. Mi sono molto ispirato all’ultimo disco dei Negrita “Canzoni per anni spietati”, che mi ha dato una scossa importante per farmi tornare a scrivere canzoni e a dire quello che sentivo dentro di me con tanta rabbia e determinazione. Sono riuscito ad incontrare Pau e Cesare Petricich e a dire loro quanto gli sia grato per quel disco e per avermi indotto a ricominciare a scrivere canzoni. Il lavoro degli altri musicisti (Osvaldo Lo Iacono, Federico Gucciardo e Peppe Sferrazza) e del produttore Riccardo Piparo hanno fatto ovviamente il resto!
C’è una frase del brano che senti più tua?
“dimmi come fa
A dormire nel suo letto
Mentre un bimbo affamato
È ucciso in fila col suo piatto…”
Mi ha colpito molto sentire la notizia che i soldati Israeliani sparavano sulla folla e sui bambini mentre questi andavano a elemosinare qualcosa da mangiare nei centri di distribuzione alimentare. E poi…l’invocazione finale:
“Perdonateci…Perdonateci…perdonateci…”
Ho sentito il bisogno di chiedere perdono a nome di chi non sta facendo niente per bloccare questi conflitti nei quali, ricordiamolo, il 90% dei morti sono civili, soprattutto donne e bambini.
Che cosa speri arrivi al pubblico attraverso questo singolo?
Ho ricevuto, fino ad oggi, tanti riscontri positivi e tanti commenti veramente profondi ed emozionanti. Chi ha ascoltato questa canzone, e soprattutto chi ha visto il videoclip diretto da Umano, non è rimasto di certo indifferente. La canzone è un pugno nello stomaco e sul finale è addirittura commovente. Il connubio tra brano ed immagini risulta essere molto toccante e lascia un senso di impotenza ma anche una grande voglia di cambiamento. Spero molta gente possa ascoltare ancora questa canzone e darmi altri feedback di questo genere.
Cosa c’è dopo questo “ultimo giorno”?
Sto preparando l’uscita di un altro singolo, che affronterà la tematica della crisi di contenuto nella musica degli ultimi anni, sebbene il mondo e la storia attuale ci diano spunto di parlare di temi tanto importanti quanto delicati. Le guerre, L’ecologia, la politica, la crisi di fede, la povertà, l’ingiustizia sociale… Questa volta il tema sarà affrontato però in maniera più ironica e leggera sia nella parte musicale che in quella letterale. A seguire uscirà un EP che conterrà nuovi brani e toccherà soltanto temi sociali. Non ho ancora deciso il titolo, ma avrà molto a che fare con la PACE.
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