“Lockwood Tales” conquista il Salone del Libro di Torino: “non solo una saga dark fantasy, ma un’esperienza da vivere” – Intervista all’autore Marco Greco

A pochi giorni dal termine del Salone del Libro di Torino, abbiamo pensato di tornare da un autore che amiamo molto, Marco Greco, autore di “Lockwood Tales”. E proprio con la sua saga dark fantasy ha partecipato al Salone, con delle idee molto interessanti per i curiosi e gli appassionati, nonché per chi era in visita alla ricerca di letture indimenticabili.
Ciao Marco, ben ritrovato! Il Salone Internazionale del Libro di Torino è terminato da poco, che esperienza è stata per te e per “Lockwood Tales”?
Ciao Roberta, e un saluto anche a tutti quelli che già conoscono me e “Lockwood Tales”… e a chi invece ci sta scoprendo adesso per la prima volta. È stata un’esperienza molto più intensa di quanto immaginassi. Il Salone del Libro di Torino rappresentava già di per sé qualcosa di enorme per me, ma viverlo dall’interno con Lockwood Tales è stato quasi surreale. Per cinque giorni ho visto persone fermarsi davanti allo stand magari solo per curiosità, poi iniziare a fare domande, sfogliare i libri, osservare i sigilli e i passaporti, ricevere la loro “chiave d’oro” e scoprire quale sarebbe stato il loro accesso alla città di Lockwood… e poco alla volta entrare davvero nel mondo della saga. La cosa più bella è stata proprio questa: vedere che Lockwood non veniva percepito soltanto come “una saga Dark Fantasy”, ma come un’esperienza da vivere. Molti lettori mi hanno detto di essersi sentiti coinvolti ancora prima di iniziare a leggere, ed era esattamente ciò che speravo di creare. Volevo che il pubblico avesse la sensazione di attraversare davvero una soglia, come se Lockwood potesse esistere anche fuori dalle pagine. E poi c’è stato il contatto umano. Parlare con i lettori dal vivo, vedere le loro reazioni, ascoltare le loro domande, le teorie, capire quali personaggi li attirassero di più… è qualcosa che mi porterò dentro per molto tempo. Il Salone è stancante, caotico, emozionante. Ma soprattutto reale. E credo che per “Lockwood Tales” sia stato un passo molto importante.
In occasione del Salone del Libro, ho visto, sul sito di Lockwood Tales, che i lettori, nuovi e affezionati, avevano accesso a un percorso molto speciale: l’attraversamento del sigillo e la possibilità di scegliere tra tre diversi accessi: La radura, Le Catacombe di Erebus e Villa Fletcher. Raccontaci questa idea, la reazione di chi ha partecipato e anche la scelta più gettonata.
L’idea nasceva da un desiderio molto preciso: non far vivere “Lockwood Tales” come qualcosa da osservare soltanto da fuori, ma come un mondo in cui entrare davvero. Per il Salone ho voluto trasformare il sito ufficiale e lo stand in una sorta di “varco” verso la città di Lockwood. I lettori ricevevano una chiave d’oro e attraversavano simbolicamente il Sigillo, scoprendo da quale accesso sarebbero entrati nella città e quindi nel mondo della saga.
I tre accessi erano: La Radura, Le Catacombe di Erebus e Villa Fletcher.
Non erano semplici nomi scelti a caso, ma tre luoghi reali e molto importanti all’interno della storia, ciascuno legato ad atmosfere, personaggi e privilegi diversi. La cosa più bella è stata vedere quanto le persone si lasciassero coinvolgere da tutto questo. C’era chi apriva la chiave quasi emozionato, chi chiedeva subito cosa significasse il proprio accesso, chi tornava allo stand insieme agli amici per far provare anche a loro l’attraversamento del Sigillo. Molti lettori hanno iniziato a sentirsi parte di Lockwood ancora prima di leggere la prima pagina, ed era esattamente quello che speravo accadesse. E poi c’era un altro dettaglio che ha colpito tantissimo: Lockwood veniva presentata come una città viva, quasi cosciente. Non tutti ricevevano immediatamente il permesso di entrare. Alcuni trovavano il proprio accesso “chiuso”, perché la città stava ancora osservando chi avevano davanti, cercando di capire se fossero davvero pronti a entrare nel suo mondo. Ed è successo davvero che alcune persone siano tornate più volte allo stand per riprovare ad attraversare il Sigillo. In certi casi Lockwood “cambiava idea”, concedendo un nuovo accesso privilegiato. E vedere i lettori sorridere, emozionarsi o reagire come se la città li avesse davvero scelti è stata una delle cose più belle di tutta la fiera. Credo che proprio lì si sia creata la magia più grande: per qualche minuto, “Lockwood Tales” non era più soltanto una saga fantasy, ma un luogo reale in cui le persone potevano sentirsi accolte.
Un’altra originale idea consisteva nel “Passaporto Lockwood”, con la possibilità di scegliere a quale creatura soprannaturale appartenere. Anche qui, ti chiedo qual è stata la più gettonata e anche, se ci fossi stato tu dall’altra parte, quale avresti scelto.
Il Passaporto Lockwood è stata probabilmente una delle cose che ha coinvolto di più i lettori durante il Salone. L’idea era semplice solo in apparenza: non limitarsi a entrare nella città di Lockwood, ma diventare davvero parte dei suoi abitanti scegliendo a quale razza soprannaturale appartenere. Ogni persona riceveva il proprio passaporto e doveva decidere chi essere all’interno della saga. Vampiro, licantropo, strega, demone, umano… ogni scelta aveva un significato diverso e raccontava qualcosa anche della persona che la faceva. Ed è stato bellissimo vedere quanto la gente prendesse sul serio quel momento. C’era chi sceglieva immediatamente, quasi d’istinto. Altri invece restavano lì diversi minuti a leggere le descrizioni, a fare domande, a confrontarsi con amici o compagni prima di decidere. Alcuni tornavano addirittura nei giorni successivi per raccontarmi perché avevano scelto una determinata razza o per chiedermi se secondo me avessero fatto “la scelta giusta”. In molti casi il passaporto è diventato qualcosa di più di un semplice ricordo del Salone: sembrava davvero un primo passo dentro la città di Lockwood. Le razze più richieste? Sicuramente vampiri e licantropi hanno avuto un fascino enorme, anche perché nella saga rappresentano due mondi opposti ma profondamente legati tra loro. Però mi ha colpito tantissimo anche il numero di persone attratte dalle streghe, forse perché all’interno di Lockwood sono figure molto misteriose, potenti e legate ai segreti più antichi della città. Se invece fossi stato io dall’altra parte del tavolo? Credo che avrei scelto anch’io di entrare come abitante di Lockwood prima ancora che come autore. E probabilmente sarei stato molto combattuto tra vampiro e strega… perché uno rappresenta l’oscurità seducente e immortale della saga, mentre l’altra custodisce il lato più antico, misterioso e pericoloso del suo mondo. Ed è forse proprio questo il cuore di “Lockwood Tales”: dare ai lettori la sensazione di poter scegliere chi essere, da che parte stare… e quale prezzo pagare per attraversare il buio.
Se io avessi ricevuto come accesso Villa Fletcher e come creatura la Strega (Witch), quale destino mi avrebbe aspettato?
Se avessi ricevuto come accesso Villa Fletcher e come appartenenza la razza delle Streghe, probabilmente Lockwood ti avrebbe affidato uno dei destini più delicati e pericolosi della città. Villa Fletcher, nella saga, non è soltanto una casa. È il cuore emotivo di Lockwood. È il luogo in cui i legami si creano, si spezzano, si proteggono… e dove il soprannaturale ha iniziato lentamente a infiltrarsi nella vita di una famiglia apparentemente normale. Entrare da lì significa essere molto vicini ai segreti più umani della storia, ma anche ai più dolorosi. E diventare una Strega all’interno di quel mondo significa convivere con qualcosa di antico, difficile da controllare. Le streghe di Lockwood non sono semplici figure “magiche”: custodiscono conoscenze proibite, rituali, memorie e verità che spesso hanno un prezzo altissimo. Probabilmente il tuo destino sarebbe stato quello di camminare continuamente sul confine tra protezione e distruzione. Di vedere cose che altri non possono vedere. E forse anche di capire troppo presto che a Lockwood ogni scelta lascia un segno. Ma è proprio questo il bello: nessuno entra nella città per caso. Lockwood osserva. Sceglie. E a volte sembra sapere chi siamo ancora prima che lo capiamo noi.
Il set del viaggiatore invece, si compone di gadget a tema: il portachiavi di Lucas, la penna a sfera e il taccuino. Con l’acquisto del primo volume (3 libri) è compreso, giusto? Ci sono gadget anche per chi vuole affrontare Lockwood un passo alla volta, acquistando solo il primo libro?
Sì, il “Set del Viaggiatore” era compreso con l’acquisto della trilogia completa de “Il Risveglio di Malakar”, ed è stato uno degli elementi che più ha incuriosito e coinvolto i lettori durante il Salone. Anche qui non volevo creare semplici gadget, ma oggetti che sembrassero davvero provenire dal mondo di “Lockwood Tales”. Il taccuino, ad esempio, nasceva dall’idea di attraversare le Catacombe di Erebus, che nella saga sono cunicoli sotterranei “sottosopra”, luoghi in cui il male sembra prevalere sul bene e in cui è facile perdere l’orientamento. Per questo il block notes è stato progettato al contrario: sul fronte ogni pagina contiene un piccolo poster legato alla saga, mentre per scrivere bisogna capovolgerlo e utilizzare il dorso, quasi come se il lettore dovesse davvero adattarsi alle regole distorte delle Catacombe durante il viaggio verso Lockwood. E se durante il percorso le pagine dovessero esaurirsi… allora entra in gioco la penna touch stylus, pensata proprio per continuare a scrivere anche su cellulare o tablet, come se il viaggio proseguisse oltre il cartaceo. Poi c’era il portachiavi di Lucas, uno degli oggetti che ha incuriosito di più i lettori. Durante il Salone raccontavo soltanto che si trattava del portachiavi perso da Lucas durante l’aggressione nel vicolo… ma senza aggiungere altro, perché alcune cose è giusto che i lettori le scoprano direttamente dentro la storia. E sì, anche chi desidera affrontare Lockwood un passo alla volta acquistando soltanto il primo libro può comunque ricevere gadget, materiali esclusivi e, se lo desidera, una dedica firmata personalizzata. Anzi, proprio sul sito ufficiale di “Lockwood Tales” sto continuando ad ampliare tutto questo mondo. Oltre alla saga, ai personaggi e agli accessi alla città, a breve partirà anche una nuova iniziativa legata a gadget collezionabili numerati distribuiti insieme ai libri. La cosa che mi ha colpito di più è che già durante il Salone moltissime persone si sono entusiasmate all’idea di poterli collezionare, cercare, scambiare tra loro e completare serie sempre più rare. Alcuni pezzi saranno volutamente molto difficili da trovare, quasi come reliquie provenienti dalla città stessa. Mi piace l’idea che Lockwood non finisca con l’ultima pagina, ma continui a vivere anche attraverso la community, i misteri, gli oggetti e le connessioni tra i lettori. Ed è forse questa la cosa che desideravo di più: creare non soltanto una saga, ma un luogo in cui le persone abbiano davvero voglia di tornare.
Sullo store di Lockwood Tales sono presenti anche altri gadget a tema, come per esempio il cuscino, il diario e il block notes, hai già in mente altre idee?
Sì, assolutamente. In realtà ho la sensazione che l’universo dei gadget di Lockwood Tales sia appena all’inizio. Anche in questo caso non mi interessa creare semplicemente “merchandise”, ma oggetti che permettano ai lettori di sentirsi parte della città e del suo mondo. Una delle idee a cui sto lavorando di più riguarda, ad esempio, dei braccialetti legati alle razze soprannaturali della saga. Ogni lettore potrà scegliere direttamente il braccialetto della creatura a cui sente di appartenere: “Io sono un Vampiro”, “Io sono un Licantropo”, “Io sono una Strega”… quasi come un segno di appartenenza ufficiale a Lockwood. E la cosa bella è che già durante il Salone moltissime persone parlavano delle razze con enorme entusiasmo. È stato sorprendente vedere quanto i lettori si sentissero coinvolti emotivamente da questa idea. Oltre a questo, sto progettando anche altri oggetti più “ambientali”, come quadretti in tela, orologi da parete o da tavolo ispirati alla saga, zainetti personalizzati e nuovi materiali da collezione legati ai personaggi e ai luoghi di Lockwood. Credo che tutto questo continuerà a crescere insieme alla community e ai lettori stessi. Alcune idee nascono direttamente osservando le loro reazioni, le loro teorie, i personaggi a cui si affezionano di più o i luoghi della saga che vorrebbero “portarsi a casa”. In fondo “Lockwood Tales”, per me, non è soltanto una serie di libri. È un mondo in continua espansione. E mi piace l’idea che anche i gadget possano diventare un altro modo per attraversarlo.
Recentemente sono uscite le versioni Deluxe dei primi tre libri che c compongono il primo volume, che hanno esaltato ancora di più non solo i personaggi, ma anche le razze soprannaturali. Ci sarà una versione rivista anche per il secondo volume?
Al momento non è ancora previsto, soprattutto perché in questo periodo sono completamente immerso nella scrittura e nello sviluppo del secondo volume della saga. Sto lavorando infatti al terzo e ultimo libro de “Il Nuovo Ordine”, che chiuderà questo grande arco narrativo e porterà la storia verso eventi molto più oscuri e importanti per l’universo di “Lockwood Tales”. Ma non è l’unica cosa in preparazione. Parallelamente sto lavorando anche a un progetto “intermedio”, collocato tra il quinto e il sesto libro della saga. Per ora preferisco mantenerlo ancora segreto, perché sarà una sorpresa molto particolare pensata soprattutto per chi ormai si sente davvero parte di Lockwood e dei suoi personaggi. Posso soltanto dire che sarà qualcosa di diverso dal solito, molto legato all’atmosfera, alle emozioni e al rapporto tra i protagonisti… e credo che i lettori più affezionati si divertiranno parecchio a scoprirlo. Le versioni Deluxe dei primi tre libri sono nate proprio dal desiderio di rendere ancora più immersivo il mondo della saga, approfondendo non solo i personaggi ma anche le razze soprannaturali, le atmosfere e il lato più oscuro ed emotivo di Lockwood. Quindi non escludo che in futuro anche “Il Nuovo Ordine” possa ricevere un trattamento simile. Ma in questo momento tutta la mia attenzione è rivolta al proseguimento della storia… perché ci sono ancora molti segreti della città che devono essere svelati.
Al Salone del Libro di Torino hai incontrato sicuramente tanti appassionati e nuovi lettori, cosa ti ha colpito di più di questa esperienza a diretto contatto con il pubblico?
La cosa che mi ha colpito di più è stata vedere quanto le persone avessero voglia di sentirsi parte di qualcosa. All’inizio pensavo che i lettori si sarebbero fermati soprattutto per osservare i libri, le copertine o magari per curiosità verso il fantasy. Invece moltissimi si lasciavano coinvolgere immediatamente da tutto ciò che circondava Lockwood: il Sigillo, i passaporti, gli accessi alla città, la scelta della razza soprannaturale, le chiavi, i gadget… quasi come se avessero voglia di attraversare davvero quel mondo. Ed è stata una sensazione incredibile vedere persone sconosciute iniziare a parlare tra loro di quale accesso avessero ricevuto, confrontare le razze scelte, discutere su quali personaggi li attirassero di più o tornare allo stand nei giorni successivi per continuare l’esperienza. Molti lettori arrivavano magari solo per dare un’occhiata e poi restavano lì diversi minuti a fare domande, sfogliare i libri o esplorare il sito ufficiale direttamente dal QR code del passaporto. Alcuni si iscrivevano subito alla community e alla mailing list per continuare a seguire la città di Lockwood anche dopo il Salone. Ed è forse questa la cosa più bella che mi porterò dentro: la sensazione che “Lockwood Tales”, per qualche giorno, sia diventata davvero una città viva, abitata da persone reali. Credo che oggi i lettori abbiano sempre più bisogno di sentirsi coinvolti, non soltanto di leggere una storia passivamente. Vogliono entrare nei mondi che amano, viverli, scegliere da che parte stare, sentirsi parte di una community. E vedere che tutto questo è successo davvero, dal vivo, al Salone del Libro di Torino… è qualcosa che difficilmente dimenticherò.
Ultima domanda, hai in programma degli altri appuntamenti dal vivo in giro per l’Italia?
In realtà sì, sto già ricevendo alcuni inviti e proposte per nuovi appuntamenti dal vivo, e sono cose che sto valutando con molta attenzione. Dopo l’esperienza del Salone del Libro di Torino mi piacerebbe davvero continuare a portare “Lockwood Tales” in giro, incontrare nuovi lettori e far crescere sempre di più questo mondo anche fuori dai libri. Ci sono altre fiere importanti a cui mi piacerebbe partecipare e alcuni eventi che sto prendendo seriamente in considerazione. Però allo stesso tempo devo cercare di gestire tutto con equilibrio, perché in questo momento la mia priorità assoluta resta la scrittura. Come dicevo prima, sto lavorando al terzo e ultimo libro de “Il Nuovo Ordine”, che sarà una parte fondamentale della saga, e voglio dedicargli tutta l’attenzione che merita. Per me il rapporto con i lettori è importantissimo, ma credo anche che la cosa più giusta sia continuare a nutrire il cuore della storia e far crescere “Lockwood Tales” nel modo migliore possibile. Ad oggi, però, una certezza c’è già: ho accettato di tornare a Sanremo 2027 durante la settimana del Festival di Sanremo. Quello è un invito che difficilmente potrei rifiutare, perché Casa Sanremo Writers è stato il primo grande evento ad accogliermi nel 2025, quando “Lockwood Tales” era ancora molto più piccolo rispetto a oggi. È un’esperienza che porto davvero nel cuore e tornarci avrà per me un significato molto speciale. In fondo credo che ogni evento lasci qualcosa dentro Lockwood… ma alcuni luoghi, più di altri, finiscono anche per lasciare qualcosa dentro di me.
Roberta Usardi
-.- -.-
Postilla dell’autore
Grazie ancora, e prima di salutarci, ci tengo davvero a invitare tutti i lettori, i curiosi e chiunque senta il richiamo di Lockwood a visitare il sito ufficiale della saga: lockwoodtales.com.
Il sito è in continua evoluzione e sta diventando sempre di più una vera estensione della città di Lockwood e del suo mondo. Lì è possibile conoscere i personaggi della saga uno ad uno, approfondire le razze soprannaturali, esplorare i vari accessi alla città, scoprire curiosità e seguire tutto ciò che sta nascendo attorno a questo universo.
E soprattutto è possibile aderire gratuitamente alla mailing list ufficiale di “Lockwood Tales”, ricevendo il proprio Passaporto di Lockwood per diventare abitanti della città a tutti gli effetti.
Chi entrerà nella community potrà ricevere privilegi speciali, novità esclusive, aggiornamenti sulla saga, anticipazioni, eventi futuri e contenuti dedicati agli abitanti di Lockwood.
Ma non solo.
Nei prossimi mesi arriveranno anche iniziative molto particolari pensate per coinvolgere direttamente i lettori: giochi a premio, challenge, gare vere e proprie, collezionabili e nuove esperienze immersive che continueranno ad espandere il mondo della saga ben oltre le pagine dei libri.
Perché il mio obiettivo, fin dall’inizio, non è mai stato soltanto raccontare una storia.
Volevo creare un luogo in cui le persone potessero entrare davvero.
E Lockwood, lentamente, lo sta diventando.










