Lo sguardo sulla “Corsica” di Marino Magliani

“… conoscevo dell’isola da lontano ogni profilo, crosta, cromatura…”
“Corsica” (2024, Collana Ronzinante, pp. 52, Euro 13) di Marino Magliani, pubblicato da Oligo Editore, è un volume breve e suggestivo, che si colloca a metà tra il racconto autobiografico e il diario di viaggio, inserendosi nella cosiddetta letteratura dei luoghi.
È la storia di un giovane mozzo su un traghetto tra Genova e Bastia, che osserva dal mare i luoghi a cui si avvicina e da cui si allontana, e racconta le sue percezioni nate da questo profondo osservare. È la Corsica ammirata dalla Liguria e man mano dal mare, sempre più vicina, che non appare mai uguale a sé stessa, ma cambia continuamente a seconda della luce, della distanza e del tempo o in base alla gente che in quel momento vi mette piede e la vive.
Dalla sua posizione privilegiata, sospesa tra mare e terra, il giovane mozzo osserva e brama la Corsica giorno dopo giorno, narrando, in modo chiaro ed essenziale tutto ciò che riesce a catturare con lo sguardo. Osservare la Corsica da lontano permette di riflettere non solo sul paesaggio, ma anche su sé stessi e Magliani lo fa in modo delicato e profondo, quasi accarezzando il paesaggio per non alterarne nessun dettaglio.
Il risultato è un testo breve ma intenso, capace di trasformare un’esperienza semplice, come guardare un’isola dal mare, in una riflessione più ampia sul rapporto tra l’uomo e ciò che lo circonda.
Marianna Zito








