“L’irreversibilità dell’uovo sodo”, un viaggio nella Patagonia di Dario Pontuale

“… rifletto su quanto la vita ci conduca sempre dove vuole lei”.
Grazie alla casa editrice Il Narratore ci imbattiamo nuovamente nel meraviglioso e intrigante viaggio che Dario Pontuale ci propone all’interno della Patagonia, e non solo possiamo avere di nuovo questo libro tra le mani, “L’irreversibilità dell’uovo sodo”, ma possiamo anche ascoltarlo dalla voce narrante di Federico Maggiore, perché il volume va ad aggiungersi alle opere appartenenti alla Collana 3FormaTI (audiolibro, e-book e cartaceo), per garantire a tutti un approccio con la lettura a 360 gradi.
Il protagonista è Gabriele Grodo, arrivato al grande dilemma se chiudere o continuare a portare avanti la sua agenzia investigativa Grodo&Luccherini, già abbandonata dal suo socio e dalla sua segretaria. Ed è proprio nel momento in cui il dubbio inizia a insediarsi nella sua mente, che accade qualcosa che scombinerà i piani, a cui dedicherà molto tempo e che lo porterà alla scoperta di nuovi luoghi, a conoscere nuovi e strambi personaggi, nuove culture, pietanze e tradizioni. Accade qualcosa che lo porterà a muoversi in quei luoghi sconosciuti come se fosse una pedina all’interno di una scacchiera, fino alla Terra del Fuoco.
“Certi visi, certi panorami, certi momenti vogliono suggerire qualcosa, hanno il desiderio di confidarci un segreto sull’esistenza”.
Infatti, per conto di un uomo appassionato appunto di scacchi, tale Stefano Arduini, dovrà compiere un viaggio – da un continente all’altro, da una stagione all’altra, da una vita a un’altra – alla ricerca del campione di scacchi Alfred Molling, per portare una risposta su una partita giocata ormai da dieci anni e sette mesi, che i due avvenenti signori hanno giocato e giocano tramite missive postali. Il viaggio in questione sarà percorso in parallelo con la stessa ricerca e tenacia che Conrad dona a Marlow nel suo Cuore di tenebra.
Questo libro è sì un viaggio, ma non ci trasporterà solamente con l’immaginazione in Argentina, da Buenos Aires al profondo Sud, ma ci porterà anche all’interno della letteratura italiana e non solo, perché sta lì il genio dell’autore, ovvero aprire molte strade e curiosità, letterarie e oltre. D’altronde già il titolo è emblematico: voi ci avevate mai pensato all’irreversibilità di un uovo sodo? Ci avete mai pensato che, nella vita, non si può cambiare ciò che ormai è inevitabilmente compiuto? È una lettura questa poliedrica, perché ognuno di noi si abisserà nel profondo delle sue conoscenze, sguazzandoci meravigliosamente, e al tempo stesso ne acquisirà altre, da cogliere grazie a una lettura che sarà sì attenta ma anche molto scorrevole, perché ogni pagina porta con sé curiosità e nuove domande di cui si avrà sete di cercare la risposta nelle pagine successive, fino all’ultima.
“L’irreversibilità dell’uovo sodo” è il tipico libro nostalgico, ovvero di cui avremo nostalgia, perché penseremo a Gabriele Grodo anche dopo averlo riposto, penseremo al suo viaggio con invidia e desiderio e penseremo anche a tutti i personaggi che ha incontrato, sperando anche noi un giorno di imbatterci in uno dei mercanti di liquore per chiedergli “Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?”.
Marianna Zito








