L’indole creativa di uno scrittore sensibile che attraversa più generi letterari: intervista a Paolo Mascherpa

Negli scorsi mesi abbiamo avuto modo di leggere e apprezzare le pubblicazioni dello scrittore pavese Paolo Mascherpa; nello specifico abbiamo letto “L’arcobaleno nel deserto – diario di un bipolare” (qui la recensione), il romanzo thriller storico “Scripta” (qui la recensione) e i libri per bambini “Le incredibili avventure del Cavalier Cotoletta” (qui le recensioni). Generi diversi, una sola penna, e non è finita qui, perché Paolo Mascherpa ha pubblicato anche altri libri, ma per saperne di più abbiamo deciso di intervistarlo.
Buongiorno Paolo, “L’arcobaleno nel deserto. Diario di un bipolare” è stato il tuo primo libro, uscito nel 2021. Già tra le sue pagine dicevi che scrivere ti piaceva, ma quando hai deciso di ufficializzarla con questa prima pubblicazione?
Buongiorno e grazie per questa opportunità. La pubblicazione dell’“Arcobaleno” è arrivata dopo un lungo percorso sia personale che di approfondimento delle tecniche narrative. Ho scritto e riscritto l’opera almeno tre volte ma solo quando mi sono considerato guarito ho pensato di dare la mia testimonianza perché potesse aiutare altre persone. Nel frattempo avevo frequentato due corsi di scrittura creativa e un master in copywriting conseguendo gli strumenti per affrontare la pubblicazione in modo consapevole.
Tra i tuoi libri sono presenti molti generi diversi: dal thriller storico al fantasy ai racconti, per non parlare del Cavalier Cotoletta, con 6 volumi illustrati, dedicati ai più piccoli, con le illustrazioni di Cecilia Di Giulio. Come mai hai scelto sempre ambiti diversi di narrazione e come ti trovi a cambiare stile?
In questo caso non si tratta di scelta ma di necessità. Ho bisogno di cambiare genere per stimolare la mia creatività, per evitare schemi ripetitivi. Soffro la routine in quasi ogni ambito della vita così, almeno in ciò che mi appassiona, scelgo di cambiare. Da questi continui cambiamenti scaturisce una variazione nello stile che è maggiormente evidente nei libri per bambini.
Visto che hai citato Cecilia, ne approfitto per ringraziare lei, Mario Arturo Iannaccone, il mio insegnante di scrittura creativa, e gli altri bravissimi collaboratori: la editor Alessandra Buschi, l’interprete degli audiolibri Veronica Malgioglio, Chiara De Giorgi, la traduttrice e i professionisti di JBS Agency che curano la comunicazione.
Nel 2021, oltre a “L’arcobaleno nel deserto – diario di un bipolare”, hai pubblicato anche il thriller storico “Scripta” ambientato principalmente nella tua città, Pavia. Come è nato questo romanzo, che abbiamo trovato davvero appassionante?
Grazie, anch’io credo sia un’opera ben riuscita.
Preciso che talvolta le opere giungono a pubblicazione insieme ma partono da molto lontano e seguono percorsi differenti. “Scripta”, da un certo punto di vista, è la trasposizione in romanzo dell’“Arcobaleno”. Sentivo l’esigenza di ribadire con forza alcuni concetti, che non svelo per non togliere nulla ai futuri lettori e ci ho costruito intorno il romanzo. Ho pensato che sarei potuto arrivare a più persone se avessi utilizzato la fiction. Molti aspetti del romanzo e l’ambientazione derivano da conoscenze dirette, in pratica ho applicato l’insegnamento di Mario di scrivere di ciò che si conosce perché il risultato è senz’altro migliore. Ovviamente ho fatto anche molta ricerca che, devo dire, mi ha appassionato molto, permettendomi di scoprire dettagli della mia città che non conoscevo.
“Riflessi”, del 2023, è una raccolta di racconti brevi, il cui messaggio è “è giunta l’ora di tentare di cambiare il mondo”. Ce ne parleresti?
Ho un’anima sensibile e, appurato che il mio strumento per comprendere meglio il mondo è la penna, spesso scrivo pagine di riflessioni sugli accadimenti che mi toccano e racconti brevi che scaturiscono da un’intuizione improvvisa. “Riflessi” è la raccolta di questi scritti che per anni sono rimasti nel cassetto. Contiene un po’ di tutto, ci sono cose buone e meno buone ma direi che è un ottimo modo per conoscermi.
“Il commissario Minotti” (2024) è un racconto lungo, ambientato a Pavia, come “Scripta”, e con una protagonista femminile. Pensi di pubblicare altri racconti gialli con la stessa protagonista?
Lo definirei un giallo atipico. Non sono un giallista ma ho voluto cimentarmi con il genere perché, anche in questo caso, avevo un messaggio importante da trasmettere ai miei lettori. Credo, inoltre, che i personaggi del commissario e del viceispettore che parla in romanesco siano ben riusciti tanto che sto scrivendo il secondo racconto con Francesca Minotti protagonista e il fidato Federico. In questo caso Pavia non fa solo da sfondo ma, in un certo senso, con la sua storia, diventa protagonista.
Il tuo ultimo romanzo, “Utopika” mescola fantasy, fantascienza e gothic. Da quali autori hai preso ispirazione per la stesura del romanzo?
Nella mia vita ho letto e visto tantissima fantascienza: dai classici di Urania a Asimov, Dick, Cixin Liu e molti altri. L’ispirazione viene da tutte le opere lette o viste. “Utopika” appartiene al genere fantascienza sociologica. Volevo descrivere il mondo come lo vorrei e mi serviva la cornice della fantascienza per crearlo e renderlo credibile agli occhi del lettore. Sono convinto che potremmo vivere a “Utopika” se solo lo volessimo davvero.
Tra tutti i generi che hai affrontato, qual è, se c’è, quello con cui senti più sintonia?
Di getto risponderei fantascienza ma, in realtà, credo di scegliere il genere in base al messaggio che devo veicolare (devo nel senso che ne sento la necessità). Scriverò finché avrò cose da dire o uno scopo fondamentale come intrattenere i bambini in modo ironico e intelligente.
Quali sono i tuoi prossimi progetti? Stai scrivendo un altro romanzo?
A parte il secondo caso del commissario Minotti ho un’altra idea che mi frulla in testa e poi dovrò anche riprendere le avventure del Cavalier Cotoletta. Insomma ho sempre più idee che tempo e questo è un bene.
Ultima domanda: qual è l’ultimo libro che hai letto?
“Multiverso” di M. A. Rothman è un thriller di fantascienza interessante e con un’idea originale che riguarda la fisica quantistica.
Roberta Usardi
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