L’indicibile di Rainer Maria Rilke al MODUS di Verona

“Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano.”
R.M.Rilke
Il debutto dello spettacolo al Teatro Modus di Verona (23-24-25 gennaio), Rainer. L’indicibile nel centenario della morte (1926-2026) del poeta originario di Praga Rainer Maria Rilke, a cura di Marica Preto, ha svelato una serata che ha aperto un portale spazio temporale capace di andare oltre ogni luogo. Rilke è uno di quei colossi che, se si ha l’ardire di scomodare per portarli sul palco, bisogna saper accogliere tale maestosità e trovare il modo per raggiungere il pubblico: la prova è riuscita, in modo sublime e delicato allo stesso tempo, parole narrate tra luce e ombra.
Il racconto epistolare ha visto in scena, nelle vesti del poeta, un impeccabile Michele Matrella, scrupoloso, profondo e magnetico, intervallato dalla voce fuori scena di Laura Murari per Lou Von Salomè, scrittrice e psicoanalista, con cui Rilke ebbe una lunga relazione. Come in un sogno, si è stati condotti nelle parole potenti di una poetica che comprende arte, amore, bellezza e solitudine: le lettere sono saggi potenti e ispirati, dotati di quella forza e ispirazione che solo i Maestri hanno. La rappresentazione si svela come una grotta epifanica che accarezza cuore e mente e si desidera senz’altro avviccinarsi e scoprire le opere e il pensiero del Sommo.
L’atmosfera musicale del compositore Hans Zimmer è stata un respiro calato perfettamente nel quadro, un’onda tra i versi e i pensieri.
“Guardi in se stesso. Esplori il fondamento che la chiama a scrivere; verifichi se esso estenda le sue radici nel luogo più profondo del suo cuore, si confessi se morirebbe qualora le venisse negato di scrivere. Soprattutto, nell’ora più silenziosa della sua notte, si chieda: devo scrivere?“.
Le parole sono frecce che colpiscono punti sensibili della propria anima e quando lo spettacolo è terminato, si hanno risposte e nuovi interrogativi.
“A lui, a Rainer Maria Rilke, devo i miei occhi. Gli occhi dell’abisso e della luce, gli occhi della visione e del cuore, gli occhi del cercare, gli occhi del profondo, gli occhi sconfinati. ” Marica Preto
“Così succede che la maggior parte delle persone non sa affatto quanto sia bello il mondo e quanto splendore si riveli nelle cose più piccole, in un fiore, in una pietra, nella corteccia di un albero o in una foglia di betulla. Le persone adulte, che hanno affari e preoccupazioni e si preoccupano di tante sciocchezze, a poco a poco perdono completamente l’occhio per queste ricchezze che i bambini, quando sono attenti, notano subito e amano con tutto il cuore”.
Silvia Paganini
Fotografia di Marica Preto








