“Leopardi, tre carte napoletane” di Alberto Savinio

Il volume “Leopardi, tre carte napoletane” (Edizioni SpARTaco, pp., euro 15), a cura di Silvio Perrella e Alessio Bottone, raccoglie tre testi di Alberto Savinio dedicati a Giacomo Leopardi: un saggio (Drammaticità di Leopardi), un articolo (Il sorbetto di Leopardi) e un racconto (All’insegna dello Starita grande). Sebbene ciascuno possa essere letto separatamente, li unisce uno sguardo personale e originale che restituisce un ritratto di Leopardi lontano dalle vie tradizionali della biografia a noi nota.
Savinio, legato alla figura di Leopardi lungo tutta la sua vita, sviluppa nei confronti del poeta una discreta e intensa simpatia. Ne nasce un dialogo ideale in cui si intrecciano riflessione critica, ironia e invenzione narrativa. L’autore non segue un percorso cronologico e non si concentra sugli aspetti più noti della figura leopardiana, bensì procede per intuizioni e digressioni, portando il lettore in territori familiari e insoliti allo stesso tempo, come ad esempio la gastronomia napoletana.
In Drammaticità di Leopardi, Savinio offre uno sguardo originale sul poeta, leggendo la sua scrittura come un piccolo teatro della mente.
“Talvolta, la mente italiana riesce opaca agli italiani stessi. In quanti siamo a conoscere veramente la sua natura, le sue possibilità, i suoi limiti?”
Ogni parola di Leopardi – attraverso Savinio – diventa scena, ritmo e tensione interiore. Il saggio mette in luce la vitalità nascosta delle parole del poeta e la sua capacità di far risuonare emozioni e pensieri in chi legge, trasformando il pensiero leopardiano in un’esperienza intensa e quasi teatrale.
Il sorbetto di Leopardi è un testo breve e ironico in cui Savinio racconta un episodio apparentemente leggero della vita del poeta, trasformandolo in occasione di riflessione profonda. L’autore coglie un momento quotidiano – il piacere di un sorbetto – e lo usa per mostrare un Leopardi umano, vicino e sorprendentemente concreto, lontano dalla figura celebrata e austera della tradizione.
“Grandi e solitarie gioie dei timidi, ben note anche a noi che nonché le donne, ma gli stessi gelati non sappiano altrimenti amare se non con gli occhi e con la fantasia”.
Il sorbetto diventa qui il simbolo di una sensibilità poetica viva e accessibile, capace di far sorridere e riflettere allo stesso tempo, mostrando il poeta in una dimensione più intima e quotidiana.
All’insegna dello Starita grande è un racconto in cui Savinio intreccia la figura di Leopardi con la quotidianità di Napoli, spostando l’attenzione dal poeta come icona letteraria alla sua presenza in contesti familiari e concreti. Attraverso il caffè, le strade e le trattorie della città, Savinio immagina incontri, osservazioni e piccoli episodi che rendono Leopardi più vicino, senza snaturarne la profondità intellettuale a ponendolo in continuo contatto con la città.
Napoli, citata già nel titolo attraverso il riferimento alle “carte napoletane”, non è un semplice sfondo, ma uno spazio simbolico che unifica i testi, offrendo nuove letture e nuove prospettive.
Marianna Zito








