“La persistenza del meraviglioso” di Nicolas Nova

Nicolas Nova è una di quelle persone immense che iniziano qualcosa per lasciarla in mano agli altri. È una di quelle persone che riempiono gli animi, per poi sparire improvvisamente lasciandoci tutto il possibile di sé stessi. Una persona assetata di vita e probabilmente troppo per la vita stessa. Leggiamo il commovente ricordo di Pierre-Olivier Dittmar, storico autore e docente, nonché amico di Nicolas Nova. Ma chi era Nicolas Nova? Antropologo, docente, ricercatore nel campo del design e scrittore, ma anche attento studioso delle implicazioni culturali e sociali delle tecnologie emergenti e dei cambiamenti ambientali.
“La persistenza del meraviglioso. Troll, daemon e altre creature che abitano il mondo digitale” (add editore, 2026, pp. 240, euro 18,00, traduzione di Sara Prencipe)) parte dall’inesistenza delle fate, che forse più che sparite si sono semplicemente trasferite dalla meravigliosa natura ai nostri computer, o smartphone. Tutti i dispostivi contengono queste figure del meraviglioso e del mitologico. Pensiamo ai troll, ai programmi daemon, ai folletti nei giochi, agli stessi virus. Parliamo con queste nuove creature e ne subiamo gli effetti e ne parliamo. Anche questo è ciò che oltrepassa l’ordinario, anche questo è ciò che possiamo definire meraviglioso. Le creature fantastiche che nell’immaginario culturale e delle tradizioni popolavano boschi e laghi, sono finiti prima sulla carta, ovvero sui libri, poi cinema, videogiochi fino alle scatolette elettroniche che ormai fanno attivamente parte di tutte le nostre giornate, arrivando quindi a parlare di folklore digitale.
Ma chi sono queste creature che popolano le nostre macchine? È questa la domanda a cui risponderà in questo volume Nicolas Nova, partendo dal punto fondamentale che “la terminologia utilizzata per descriverle richiama diversi miti”, una lontana simbologia che va dai demoni, ai cavalli di Troia fino ai troll. Quale è poi la relazione che noi instauriamo con questi elementi? È la stessa che avevamo con le creature fantastiche del passato?
I daemon/demoni, funzionano in background e spesso restano silenziosi, finché non arriva quel messaggio a segnalare un malfunzionamento o un rallentamento dei nostri dispositivi. Vanno quindi monitorati e soppressi attraverso qualche clic. Sono intorno a noi ovunque, dai computer ai cartelloni pubblicitari. Quello con cui abbiamo più familiarità è mailer-daemon@… (noto anche come Mail Delivery Subsystem), che visualizziamo ogni volta che una nostra e-mail non arriva al destinatario. I daemon quindi “raccolgono informazioni, le processano e intervengono sul mondo digitale, producendo effetti sul funzionamento delle macchine e sulle reti”. A seguire troviamo i fantasmi digitali, ovvero quelle presenze che continuano a esserci anche quando le persone non ci sono più, come ad esempio anomalie nei videogiochi, dispositivi e display che vivono di vita propria, ghost files o conversazioni dal web che riappaiono magicamente e così via. E poi è il momento dei trojan horse, i virus, i worm informatici, i bug, i troll che sono malevoli e rapidissimi nella loro diffusione e “fanno inceppare l’ingranaggio”, sottraggono informazioni attraverso cui attaccano anche altri sistemi, alcuni di loro in modo volontario e altri involontariamente, e ancora interlocutori digitali, come gli assistenti vocali o i personaggi non giocanti dei videogiochi o androidi o avatar che ci vedono come protagonisti della vita virtuale, e ancora compagni digitali con cui condividere pensieri, come i chatbot, senza trascurare o escludere tutti i nuovi “mostri” derivanti dall’Intelligenza Artificiale.
“La persistenza del meraviglioso” è uno di quei saggi che, una volta arrivati all’ultima pagina, ci permettono di osservare il mondo con uno sguardo diverso. Nicolas Nova riesce a dimostrare con grande naturalezza come il digitale non abbia cancellato il nostro bisogno di meraviglioso attraverso miti, simboli e racconti, ma li abbia semplicemente trasformati. Il libro intreccia antropologia, tecnologia e cultura con grande capacità, offrendo molti spunti riflessivi e piuttosto attuali. È un saggio prezioso, destinato a diventare un punto di riferimento per chiunque voglia comprendere non solo il funzionamento delle tecnologie, ma anche il modo in cui esse plasmano il nostro immaginario. Con la sua scomparsa, Nicolas Nova lascia un vuoto importante nel panorama degli studi contemporanei, ma anche un’eredità culturale di straordinario valore.
Marianna Zito








