“La morte degli dei – La rottura della corda”: il finale maestoso della dilogia fantasy mitologica di Franz Palermo

Claud e Gabrielle, due comuni cittadini londinesi, scoprono di essere diventati il ricettacolo umano di due divinità. Naturalmente senza il loro consenso, e con tutto il peso che questo nuovo destino comporta per la loro vita. I due infatti, vengono inseguiti da un’altra divinità incarnata, Ecate, che ha preso vita in tre diversi corpi: una bambina, una giovane donna e una vecchia. Le tre, con l’ausilio di un’altra potente alleata, tentano in ogni modo di uccidere Claud e Gabrielle, senza riuscirci, ma iniziando una vera e propria Guerra Santa, mettendo in pericolo tutto il mondo. Come mai tutto questo? Perché le reincarnazioni, la distruzione, il conflitto? Claud e Gabrielle, accompagnati dai loro fedeli seguaci e dalle rispettive Belve Sacre, tenteranno di scoprirlo.
Eravamo rimasti qui al termine del primo volume della dilogia fantastico-mitologica “La morte degli dei – Il dito sulla corda” (qui la nostra recensione), ma ora, con il secondo e ultimo volume “La morte degli dei – La rottura della corda” (Independently Published, 2023, pp. 369, Euro 16,97), Franz Palermo scioglie la matassa di domande e misteri, in modo graduale e raggiungendo un climax epico. Viene a galla infatti l’avvenimento che ha scatenato tutto quanto; se si pensava che gli dei fossero meno fallaci degli uomini, ahimè, si scoprirà che invece non sono poi molto diversi, anche se hanno dei grandi poteri. Il filo che lega Claud e Gabrielle, e ancor di più quello che lega le due divinità che albergano in loro, verrà spezzato e non farà altro che rendere la Guerra Santa ancora più atroce. Non stiamo a svelare troppo perché vale la pena immergersi passo dopo passo nella lettura e in ogni nodo che verrà al pettine. Nelle ultime pagine si inizia a sentire un po’ di malinconia, perché la dilogia sta per concludersi, ed è stata un vero e proprio viaggio, molto intenso e pieno di sorprese, che ha portato il lettore a comprendere la spinta che muove ogni personaggio, così come una compartecipazione inevitabile alle relative implicazioni. Le immagini create dall’autore riescono a sviscerare emozioni forti: dolore, tristezza, sacrificio, ma anche profonda commozione e compassione. E molto, molto altro. Franz Palermo, mente e penna di questa splendida dilogia, non smette mai di sorprendere nel suo modo preciso e argutamente strutturato di stendere la trama e lo sviluppo dei singoli personaggi.
In questo secondo volume si prende coscienza di quanto sia gli dei sia gli uomini siano imperfetti, egoisti, facili all’ira e sopraffatti dalle emozioni. Claud, nonostante la personalità più matura e calma, non riesce a comunicare nel modo giusto con Gabrielle, che, col suo carattere ostinato e impulsivo, lo respinge la maggior parte delle volte, fraintendendo le sue buone intenzioni. Le divinità che hanno dentro di sé sono simili a loro, non si capiscono. Umano e divino, sia insieme, sia singolarmente, non sono esonerati dal commettere errori, e il prezzo da pagare per ogni piccola svista è altissimo. La Guerra Santa contaminerà la loro coscienza di sangue, inevitabilmente. Alleati e nemici non saranno più fortunati, si raggiungerà il confine del non ritorno, senza apparente risoluzione. Alla fine, potranno mai i superpoteri delle divinità avere la meglio sulle emozioni umane? La Guerra Santa potrà giungere al termine?
Scopritelo leggendo questi due volumi, non rimarrete delusi. Garantito.
Roberta Usardi








