Intervista ai Korishnati che con il loro singolo “Il Pessimista” esplorano visioni opposte della vita a colpi di reggae e pop

I Korishanti nascono nel 2009 a Torino da un’idea del sitarista Michele Campanella e del cantautore Franco Rapillo, in arte Cico Moreno, prima come trio strumentale, arricchiscono poi l’organico e arrivano a proporre un set elettrico durante i live. Due album all’attivo e uno in lavorazione previsto per il 2026. “Il Pessimista” è il loro nuovo singolo, dove sonorità pop e reggae fanno da sfondo ad un testo profondo che esplora due visioni opposte della vita. Testi impegnati e una musica che mescola suoni, culture e generazioni sono i caratteri distintivi della band. I Korishanti hanno attirato la nostra attenzione e per questo abbiamo deciso di approfondire il discorso con qualche domanda.
“Il Pessimista” è il titolo del nuovo singolo dei Korishanti. Di cosa parla il brano?
Il brano è nato da una serata tra amici in cui Cico Moreno, cantante della band, si è trovato a rassicurare un amico solitamente solare e positivo che, per la prima volta, mostrava un lato più cupo e disilluso. Da quell’episodio è nata una riflessione su quanto il nostro sguardo influenzi la percezione della realtà e su quanto, dentro di noi, convivano due forze opposte: il sentire del cuore e il pensare della mente. “Il Pessimista” racconta proprio quel dialogo interiore, quel conflitto eterno tra razionalità e sentimento, tra paura e fiducia.
Il nome “Korishanti” ha un significato particolare?
Sì, “Korishanti” è un neologismo indo-siculo, nato dall’unione di due parole che per noi rappresentano un equilibrio ideale: “kori”, che in siciliano significa “cuore”, e “shanti”, che in hindi significa “pace”. Due mondi lontani che si incontrano, come nella nostra musica.
Come è nata la band e da quanto tempo suonate insieme?
All’inizio eravamo un trio: Cico alla voce e chitarra, Michele al sitar e un tablista. Era l’inizio degli anni Duemila e il nostro repertorio era fortemente ispirato alla musica tradizionale indiana. Col tempo si sono aggiunti nuovi strumenti e nuovi compagni di viaggio: Fabrizio alla chitarra elettrica, Gordon alla batteria, Pier al basso e Paola ai cori e al flauto traverso. È stato un processo lento, naturale, fatto di incontri e sperimentazioni che ci hanno portato alla formazione attuale, consolidata intorno al 2019.
Se “Il Pessimista” fosse la colonna sonora di un film, quale sarebbe?
Domanda tosta! Probabilmente “Into the Wild” di Sean Penn. Racconta la fuga radicale di un giovane dalla società moderna, spinto da un profondo pessimismo verso la civiltà, ma anche dal desiderio di autenticità. Il brano, con il suo equilibrio tra disincanto e speranza — “se venisse a salvarmi un pensiero migliore, potrei tornare su” — si sposa bene con il viaggio del protagonista, che alla fine scopre che “la felicità è reale solo se condivisa”. Un po’ come dire che, alla fine, il cuore vince sul cervello.
Il videoclip de “Il Pessimista” dove è stato girato e su quale idea si sviluppa?
Il video è stato girato in un atelier di pittura che si trova proprio sopra la nostra sala prove — praticamente casa nostra! L’idea è nata durante una delle solite pause tra una prova e l’altra, complice la professione di psicologo di uno dei membri della band, che ha contribuito a dare spessore concettuale al progetto. La realizzazione è invece firmata dai ragazzi di White Russian Pictures, un gruppo di giovani film maker torinesi pieni di entusiasmo e creatività, con cui è stato un piacere collaborare.
Nel singolo “Il Pessimista” c’è il featuring di Bunna, voce storica degli Africa Unite. Come è nata questa collaborazione?
Il brano nasce come un dialogo, e per renderlo davvero completo serviva una seconda voce. Inoltre, il pezzo ha un’anima reggae — e per il reggae, Bunna è praticamente una creatura progettata in laboratorio! Ma al di là dell’aspetto musicale, lo abbiamo scelto per la sua umanità: è una persona splendida, disponibile e capace di entrare nel senso profondo del brano. Sapevamo che sarebbe stato l’interprete perfetto, e così è stato.
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