Il Giardino delle Esperidi Festival: l’arte di camminare e il Buddha silente (Parte Quarta)

Sabato 12 luglio, come parte del programma de Il Giardino delle Esperidi Festival, si è svolta la performance itinerante “Just Walking”, con partenza dal piazzale della stazione di Olgiate Molgora. I partecipanti, guidati da Giulietta De Bernardi e Marialice Tagliavini, hanno approfondito il tema del camminare sia ascoltandone la storia con cuffie wireless, sia camminando per la cittadina e partecipando agli inviti all’ascolto e alle performance delle due guide.
Cos’è il cammino? Cosa rappresenta? Chi identifica? Domande molto interessanti, soprattutto quando camminare è un atto spontaneo su cui si riflette poco. Eppure, il camminare denota la nostra esistenza, la nostra personalità: ognuno ha la sua andatura, e il proprio passo è influenzato inevitabilmente dalle emozioni. Si dice che quando si è in preda alla collera, la soluzione per attenuarla sia quella di camminare in linea retta per un po’, ad andatura sostenuta.
Il cammino unisce le persone, ed è il movimento volontario più vicino ai movimenti involontari insiti nell’uomo, come il battito cardiaco e il respiro. Sono tante le manifestazioni in cui il cammino per le strade è un atto di comunità, o un atto di protesta, e raduna solitamente tante persone, che camminando tutte insieme, creano una connessione forte e degna di nota. In circa novanta minuti l’arte del camminare ha aperto la mente dei partecipanti, fornendo spunti di riflessione e unendoli nelle attività proposte, con una buona dose di sano divertimento e leggerezza. Giulietta De Bernardi e Marialice Tagliavini hanno splendidamente condotto il gruppo per le strade, creando un bellissimo senso di coesione. Se c’era stanchezza, alla fine, non importa, perché fa parte anch’essa nell’attività del cammino, e chi ben cammina, felicemente si stanca.
Domenica 13 luglio invece, Il Giardino delle Esperidi Festival si è concluso in bellezza con un cammino a tappe durato ben 16 ore, dall’alba al tramonto: “Errando per le antiche vie, Capitolo 1 Il Buddha Silente del Monte Brianza”, un lungo percorso performativo che ha attraversato sette luoghi, dal borgo di Mondonico al Monte Barro, passando per la dorsale del Monte di Brianza, ispirato ai sette Chakra del corpo umano e ai loro significati. Il cammino è stato presentato sabato 12 luglio alle 17.30 da Michele Losi e dal monaco zen giapponese Seigaku-san, che nei giorni precedenti ha condotto delle pratiche zen di avvicinamento a questo evento.
“Errando per le antiche vie” è stato suddiviso in tappe, di modo che chiunque potesse avere la libertà di scegliere di partecipare solo ad alcune di esse. Io ho partecipato alle prime due tappe, e l’esperienza è stata a dir poco meravigliosa. Intorno alle 6 c’è stato il ritrovo a Mondonico e il rito legato al primo Chakra, quello della Radice o della Terra, accompagnato dall’azione performativa a cura di Anna Fascendini e Arianna Losi. Un fuoco acceso, le note di un violoncello e un lieve canto per riunire in cerchio i partecipanti, che sono stati invitati a prendere in mano un filo rosso, come simbolo di unione per il cammino che li attenderà di lì a breve. A seguire, la distribuzione di un bastone, che si è rivelato molto utile durante il percorso.
La prima tappa, dunque, è partita da Mondonico, ed è giunta fino all’altare dell’Età del Ferro, dove, ad attendere i partecipanti era presente Alessandra Cristiani che con la sua intensa danza “Opheleia” è diventata a poco a poco un tutt’uno con la terra e con gli alberi. Successivamente, il cammino è ripreso fino a Campsirago, per un momento di pausa; i placidi “Suoni d’Acqua” di Luca Maria Baldini hanno accolto l’arrivo alla meta. Prima di fare colazione, il monaco Seigaku-san ha eseguito un mantra e chiesto una piccola offerta di cibo a ciascun partecipante prima di iniziare a mangiare, come dono che ritorna alla terra.
Il percorso relativo al secondo Chakra, quello sacrale, ha poi avuto inizio, con destinazione San Genesio, Colle Brianza. Lungo il percorso, un’altra performance d’effetto, dal titolo “Kundalini” con Benedetta Brambilla, Noemi Bresciani, Sofia Bolognini, Giulietta De Bernardi, che hanno coinvolto i partecipanti con le loro movenze e il mantra comune VAM.
Da San Genesio, il percorso è proseguito fino alla Madonna dell’Alpe, introducendo il terzo Chakra, quello del plesso solare. All’arrivo, la toccante performance “Meriggio” con Sebastiano Sicurezza ha incantato i partecipanti, prima di continuare il cammino verso Figina, dove si è conclusa la seconda tappa.
Camminare in natura, sui colli, porta già con sé un benessere fisico e mentale, ma farlo seguendo un percorso ben strutturato, insieme ad altre persone, con riti e mantra e incontrando performance lungo il percorso, amplifica di almeno dieci volte tale benessere. Quindi, non importa se arrivano acquazzoni, se si devono affrontare salite un po’ ripide, o se le zanzare ronzano nelle orecchie, perché un’esperienza simile, collettiva, è un immenso dono e purifica ancora di più la mente dai pensieri superflui, perché ci si deve concentrare sul corpo, sui rumori, su chi sta davanti, sui riti e le performance. E anche in questo caso, la stanchezza non ha importanza, perché il corpo sa quanto sia importante camminare, e quanto fa bene condividere questo tipo di esperienza.
La presenza del monaco zen Seigaku-san è stata molto apprezzata e gradita: ha saputo amplificare la sacralità del cammino stesso. Si spera che questo Capitolo 1 abbia un seguito nelle prossime edizioni del Festival.
Un enorme ringraziamento a Michele Losi e a tutto lo staff de Il Giardino delle Esperidi Festival per l’organizzazione eccellente e la disponibilità, davvero da dieci e lode.
Roberta Usardi
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