“Il cortile selvaggio” di Anne-Hélène Dubray e Sarah Loulendo

Esistono luoghi nascosti e luoghi del cuore. “Il cortile selvaggio” (Camelozampa, 2026, pp. 32, 19,90 euro) di Anne-Hélène Dubray e Sarah Loulendo racconta proprio quello di Dafne e Basilio: un piccolo spazio verde incastonato tra due grandi palazzi, capace di offrire agli occhi l’immagine di un quadro. È qui che i bambini trascorrono il loro tempo; ed è sempre qui che si avvicendano le stagioni, ognuna con i propri colori, con nuove piante e con gli animali che lo attraversano, animandolo e rendendolo vivo.
Quando si decide di abbattere questo “cortile selvaggio”, ricco di meraviglie, non sono solo i bambini a reagire: anche gli abitanti del quartiere si mobilitano e si stringono attorno a quel luogo per difenderlo. Dalle loro voci emerge una prospettiva diversa, in cui quello spazio, all’apparenza disordinato, rivela un valore profondo e inatteso. Diventa così un simbolo concreto di partecipazione e di legame tra le persone, un punto d’incontro in cui nascono relazioni e senso di appartenenza.
Le pagine sono popolate da illustrazioni dal tratto morbido, tipico dell’acquerello, che invitano lo sguardo a soffermarsi e a perdersi nei numerosi dettagli. È una storia che apre la porta all’immaginazione: da ogni scena possono nascere mille racconti, curiosando non solo nel cortile, ma anche negli appartamenti degli abitanti che lo circondano.
Un albo che fa sognare e che trasforma un semplice cortile in un piccolo ecosistema urbano, ricco di vita e possibilità, capace di nutrire la fantasia e di offrire un’alternativa viva e autentica al grigiore della città.
Marianna Zito








