Il “Corpo, Umano” raccontato da Vittorio Lingiardi per la rassegna estiva del Teatro Menotti a Milano

Nella serata di giovedì 10 luglio, per la rassegna Teatro Menotti in Sormani, l’ospite in programma è stato Vittorio Lingiardi, psichiatra, poeta e saggista, che a fine 2024 ha pubblicato il libro “Corpo, umano”, da cui ha tratto una narrazione, dal titolo “Raccontare il corpo, umano”. Impresa non di certo facile, soprattutto quando si tratta di una propria opera, ma è perfettamente riuscita, perché il dottor Lingiardi ha trasmesso in ogni sua parola tutto il suo coinvolgimento, la passione per il suo lavoro e la spinta a condividere il percorso che ha intrapreso nel viaggio dentro se stesso. I corpi sono tutti uguali, se si considera il loro funzionamento, ma allo stesso tempo sono tutti diversi, ogni corpo ha una sua unicità. Dopo un’introduzione generale sul corpo e sulla scelta del titolo del libro, che pone quella virgola di sospensione tra il sostantivo e l’aggettivo, il pubblico è ancora più attento e incuriosito sull’argomento. Che sia chiaro, non esiste un solo corpo, ma molteplici corpi: non solo quello che ognuno di noi porta a far visitare dal medico, ma anche il corpo politico, o quello virtuale, sviluppatosi grazie alla tecnologia e le relazioni che si creano online, e ancora tanti altri. A differenziare i corpi sono i dettagli, che determinano il nostro modo di conversare con il mondo. Roland Barthes (1915-1980), saggista francese, pone sulla bilancia dettagli e desiderio: quali dettagli ci attirano verso gli altri corpi, ovvero, cosa ci porta a desiderare un altro corpo?
“Touch has a memory” (trad. il tatto ha una memoria) John Keats
Lasciamo pure la domanda in sospeso, perché il viaggio nel corpo non è ancora iniziato, ma era bene avere innanzitutto un’idea generale dell’argomento. Il dottor Lingiardi decide di illustrare al pubblico tre degli organi del corpo: la pelle, gli occhi e la bocca. Alla pelle viene abbinata la statua di S. Bartolomeo martire presente all’interno del Duomo di Milano, opera di Marco D’Agrate del 1562, con la sua pelle sulle spalle (il santo venne scuoiato vivo). La pelle è il nostro contatto diretto verso l’esterno, la nostra protezione e la nostra mappa fisica ed emotiva, che porta su di sé le cicatrici della vita. Gli occhi sono lo strumento del riconoscimento, lo sguardo dell’accudimento: attraverso di essi, in psicoterapia, si può lavorare sui traumi grazie all’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), che ha la capacità di separare il ricordo dal trauma stesso. E infine, la bocca, e di conseguenza la lingua, che apre le porte del linguaggio e della comunicazione, ma anche del gusto.
Quanto sopra non è che un minimo accenno alla ricchezza della narrazione coinvolgente e appassionante del dottor Lingiardi. Il suo viaggio all’interno del corpo, seppur limitato a tre soli organi ha colpito nel segno e ha suscitato la curiosità di saperne di più, di fermarsi un attimo a riflettere e a osservare il proprio corpo nei minimi gesti, soprattutto quelli automatici, che si danno per scontati. Sentire il proprio corpo, assecondarlo, ascoltarlo, è un passo ancora più avanti, ma che non fa che confermare che noi tutti siamo dotati di qualcosa di straordinario, da considerare nella sua magnifica interezza, anche se risulta più facile focalizzarsi solo sulle singole parti. Un sentito grazie al dottor Lingiardi per averci aperto a questa avventura e condotto consapevolmente nel nostro mondo corporeo.
Roberta Usardi








