“Grammatica tursitana. sintassi e lessico” di Patrizia Del Puente

Una lingua ha bisogno di una trascrizione corretta per essere valorizzata ed essere esportata ben oltre il proprio contesto. Questo significa far conoscere al di fuori l’essenza e l’anima della comunità parlante, per rendere quel linguaggio universale e conoscibile al mondo. È questo uno tra gli obiettivi della Prof.ssa Patrizia Del Puente, Docente di Glottologia e Linguistica all’Università degli Studi della Basilicata e Direttrice del Centro Internazionale di Dialettologia, che, nella serata di ieri, ha presentato nella Sala Consiliare del Comune di Tursi il suo volume “Grammatica tursitana. Sintassi e lessico” (Pisani Teodosio Edizioni). Questo secondo volume è preceduto da “Grammatica tursitana”, pubblicato nel 2024; entrambi gli studi nascono grazie a un lungo e strutturato lavoro e impegno continuo di diversi anni in collaborazione con l’Associazione Culturale Non solo ’58, che si impegna oramai da quindici anni per la salvaguardia delle radici, con la pubblicazione di libri, realizzazione di spettacoli teatrali ed eventi musicali.
Dialoga con l’autrice la giornalista Beatrice Volpe, coniugando tra loro gli interventi della Sindaca di Tursi Maria Anglona Adduci, il Sindaco di Valsinni Gaetano Celano, il Sindaco di Nova Siri Antonello Mele, l’Assessore regionale Cosimo Latronico e il Presidente dell’Associazione Non solo ’58 Carmine Mormando. Ad accompagnare piacevolmente la conversazione il giovane gruppo musicale guidato dal Maestro Giuseppe Albanese, a rappresentare il legame diretto e profondo che esiste tra la lingua e la musica, e la lettura di poesie e di brani in dialetto di Rachele Fusco, Rosa Mormando, Rosa Gialdino, Mino Ligorio, Angela Sassone e Maria Francesca Santagata.
Grazie alla pubblicazione di questi volumi, che spiegano come scrivere e come codificare, è possibile comprendere la complessità della nostra lingua dialettale, il tursitano, ma ne emerge soprattutto il valore e, quindi, la necessità di salvaguardarlo, soprattutto promuovendone l’uso tra i più giovani, con l’obiettivo di non far perdere la tradizione linguistica locale, e quindi la Storia e la Memoria di un luogo, costruendo, inoltre, relazioni con le comunità circostanti e creando una rigenerazione per evitare lo spopolamento
L’autrice condivide visibilmente con questa comunità la passione verso Tursi, verso la sua cultura e il suo dialetto. Nei cinque anni trascorsi per la realizzazione dei volumi e durante i tre anni di corso con studiare la lingua insieme ai tursitani è emerso quanto queste strutture linguistiche riflettano la mentalità stessa della comunità. “Loro mi insegnavano la lingua e io gli spiegavo perché parlavano così” è la frase che riassume questo meraviglioso scambio, considerando appunto che il tursitano ha caratteristiche particolari, con regole precise senza deroghe. Questo dà alla lingua tursitana una grande responsabilità, che la rende strutturata rispetto al solo utilizzo dell’oralità o dell’imitazione dei parlanti, puntando invece a una codificazione universale che ne permetterà la conservazione nel tempo.
Marianna Zito







