“Giulietta e Romeo. Il corpo di Shakespeare”: la Forza del Corpo, la Visione del Mito

Una sintesi ben orchestrata tra fisicità, immaginario classico, sperimentazione e potenza visiva: “Giulietta e Romeo. Il corpo di Shakespeare” è il meraviglioso risultato di uno spettacolo in cui il dramma shakespeariano dei due Star-cross’d lovers si sublima nell’uso sapiente del linguaggio scenico del regista, Michelangelo Campanale, e con la trama coreografica di Vito Leone Cassano.
Il 7 e l’8 marzo 2026, l’opera è andata in scena presso il Teatro Kismet di Bari. Ed è la scena, prima ancora del Mito, a dare sin da subito un assaggio dell’impronta stilistica di Campanale: luci ed elementi scenici scandiscono quasi in modo rituale l’atmosfera in cui la vicenda si sviluppa. La violenta faida fra Montecchi e Capuleti in questo contesto segue lo stile di una drammaturgia a un tempo iconografica a un altro dinamica; una partitura visiva a quadri, in cui il lavoro del numeroso ensemble restituisce un ritmo più contemporaneo all’immaginario del bardo di Avon.
Lo spettacolo, dunque, grazie alla bravura degli interpreti della Compagnia Eleina D., abilmente coreografati da Cassano, trova il proprio punto di forza proprio nella capacità di portare sul palco la danza contemporanea sviluppandola attraverso un linguaggio scenico intenso e trasformativo, in cui la tensione amorosa fra Romeo e Giulietta raggiunge in modo quasi naturale il proprio zenit nella scena canonica del balcone. Qui poesia, movimento, corpo e luci si fondono in un tableaux vivant, che ne suggella la valenza artistica.
È chiaro che il comparto tecnico è fondamentale per la riuscita dell’atmosfera. I costumi di Maria Pascale, giocati sul contrasto netto bianco/nero, traducono in forma quasi manichea la dialettica la lotta tra l’amore dei due amanti e l’odio fra le due famiglie, rafforzando la dimensione simbolica del dispositivo scenico.
Una nota a margine per la partitura musicale che fa da compagna alla composizione scenica con una varietà di registri che amplia l’immaginario dello spettacolo, pur contribuendo a un’impressione complessiva di eterogeneità.
Nel suo insieme, “Giulietta e Romeo. Il corpo di Shakespeare” si impone come un lavoro di forte impatto visivo e fisico, capace di rinnovare il mito attraverso una grammatica scenica contemporanea. Un progetto in evoluzione, che proprio nella sua tensione tra ricerca e compiutezza trova la propria autenticità e la propria forza artistica.
Roberto Barile








