Familie Flöz: trent’anni di teatro celebrati a Milano al Teatro Menotti con “Finale – Un’Ouverture”

L’appuntamento annuale al Teatro Menotti di Milano con la compagnia berlinese Familie Flöz è oramai una tradizione consolidata, che vede l’affluenza di un pubblico appassionato e partecipativo. In occasione dei trent’anni dalla fondazione della compagnia, lo spettacolo in scena dal 14 al 19 aprile è “Finale – Un’Ouverture”, l’ultima loro creazione, dedicato a tutti coloro che li hanno seguiti durante tutto il loro percorso.
Il sipario è aperto e sul palco si vedono, ai lati, dei manichini con maschere e vestiti, e accanto a essi strumenti musicali, batteria da una parte, chitarre e console per elettronica dall’altra. Sullo sfondo invece, una serie di cornici staccabili e componibili di diverse grandezze, a formare un collage geometrico. Gli attori sono già in scena, ma ancora senza costumi e maschere, e prima di iniziare lo spettacolo, invitano alcune persone del pubblico a raggiungerli: a ognuno di loro viene fatta indossare una maschera al centro di una cornice / porta e mostrati agli altri spettatori che stanno finendo di prendere posto. Le reazioni sono immediate, e i coraggiosi volontari ricevono applausi di approvazione. Le splendide maschere della compagnia hanno un’espressività unica, che al minimo movimento del corpo trasmette intenzioni totalmente diverse.
Terminato questo prologo particolare, le luci si abbassano e lo spettacolo ha inizio. Sono tre i quadri da cui è composto, ognuno dei quali è stato già immortalato da una narratrice, una donna con la macchina fotografica. Sullo sfondo, nelle cornici assemblate, appaiono le immagini color seppia degli scatti della donna, raffiguranti diversi personaggi, ovvero i protagonisti delle tre storie. Nel primo quadro, il protagonista è un uomo che apre un locale notturno, e si assiste alla sua quotidianità tutt’altro che monotona; nel secondo quadro, un figlio accompagna la madre in ospedale, e durante la lunga attesa, affiorano ricordi del passato, di lui e di lei. Nell’ultimo quadro, una donna, vagando per una foresta, farà degli incontri inaspettati.
È bene non entrare troppo nel dettaglio delle storie, perché è molto più semplice viverle insieme agli attori, lasciandosi trascinare dalla bellezza non solo delle maschere, ma della comunicazione del corpo, il vero conduttore emotivo. La scelta della musica dal vivo, rumori compresi, esalta ancora di più la compartecipazione tra chi sta sul palco e chi guarda. “Finale – Un’Ouverture” riunisce personaggi in cui ci si può riconoscere, in cui non mancano momenti divertenti che spezzano la dolce malinconia che le storie si portano dietro.
Ideato da Fabian Baumgarten, Lei-Lei Bavoil, Vasko Damjanov, Anna Kistel, Almut Lustig, Hajo Schüler e Mats Süthoff, “Finale – Un’Ouverture” è un racconto sincero con al centro persone comuni, attraversate da emozioni che vanno dalla rabbia al dolore, all’amore, alla paura, alla nostalgia. La regia e le maschere di Hajo Schüler hanno fatto centro, e lo scroscio di applausi alla fine ne è la prova.
Il teatro di Familie Flöz è un’esperienza che, almeno una volta, va fatta, perché si esce da teatro con lo spirito arricchito delle parole che non ci sono state, ma che ognuno ha creato appositamente per sé.
Roberta Usardi








