Entriamo nel mondo dark fantasy di “Lockwood Tales” – Intervista all’autore Marco Greco

“Lockwood Tales” è il titolo della maestosa opera fantasy di Marco Greco, suddivisa in tre volumi, a loro volta composti da tre parti ciascuno. Un mondo totalmente nuovo, in cui si trovano esseri soprannaturali ben conosciuti, come i vampiri, ma anche creature totalmente inedite, che l’autore stesso ha creato ex novo, e che ha chiamato Celanti. Nel fantasy c’è modo di plasmare ogni personaggio e ambientazione a proprio piacimento, e Marco Greco ce ne ha dato un chiaro esempio. Prima di addentrarci nella lettura di questa affascinante saga, abbiamo voluto porre all’autore alcune domande.
Buongiorno Marco, è un piacere poterti fare qualche domanda su “Lockwood Tales”. Quando hai iniziato a creare il mondo di Lockwood Tales e in quanto tempo hai intessuto la trama?
Lockwood Tales è nato molto prima di diventare una saga scritta. È nato come mondo interiore. L’idea ha iniziato a prendere forma diversi anni fa, inizialmente come suggestione, come atmosfera: una cittadina apparentemente normale, attraversata da qualcosa di antico, silenzioso, che osserva e aspetta. La costruzione vera e propria della trama è stata lunga e stratificata. Non ho scritto di getto: ho lasciato che i personaggi crescessero, che le relazioni si complicassero, che il mondo rivelasse le sue regole poco alla volta. È una storia che si è fatta nel tempo, proprio come accade alle cose importanti. Ogni volume ha aggiunto profondità, ma l’ossatura narrativa era già presente fin dall’inizio. Negli ultimi mesi sto lavorando anche a un restyling narrativo del primo volume, per allinearlo alla maturità emotiva e al tono più oscuro che la saga ha assunto nel tempo, senza tradirne l’anima originaria.
Perché hai scelto di ambientare Lockwood negli Stati Uniti, tra le colline dell’Ohio?
Ho scelto gli Stati Uniti perché rappresentano, nell’immaginario collettivo, una sorta di terra neutra: familiare, riconoscibile, ma abbastanza distante da permettere al soprannaturale di insinuarsi senza sembrare forzato. L’Ohio, in particolare, mi offriva l’equilibrio perfetto tra cittadina moderna e paesaggio naturale: boschi, colline, silenzi. Lockwood doveva sembrare un luogo in cui chiunque potrebbe vivere. Proprio per questo, quando l’oscurità emerge, fa ancora più paura. Non è un mondo lontano: è un mondo possibile.
In Lockwood Tales il bene e il male sono nettamente distinti o hanno contorni indefiniti?
In Lockwood Tales il bene e il male non sono mai assoluti. Esistono, certo, ma non sono mai semplici. C’è un male primordiale, antico, reale. E c’è un bene che, per sua natura, gli si oppone. Ma al di fuori di questi poli, nessuno dei due possiede contorni davvero definiti. I personaggi compiono scelte difficili, spesso sbagliate, a volte necessarie. In quei momenti il male non nasce quasi mai dal desiderio di distruggere, ma dalla paura, dalla perdita, dal tentativo disperato di proteggere ciò che si ama. Con il proseguire della saga, questa ambiguità diventa sempre più centrale. I personaggi non vengono giudicati per ciò che sono, ma per ciò che scelgono di fare quando il confine tra luce e oscurità si assottiglia. Mi interessava raccontare un mondo in cui le conseguenze contano più delle etichette. Dove il lettore è costretto a chiedersi: “E io, al suo posto, cosa avrei fatto?”
Se vivessi nella realtà di Lockwood Tales, che tipo di personaggio saresti?
Probabilmente sarei un personaggio di confine. Uno di quelli che osservano, che comprendono più di quanto dicano, che non appartengono mai del tutto a una sola fazione. In Lockwood Tales mi sento vicino a chi conosce il prezzo del potere, ma continua comunque a interrogarsi sul suo uso. A chi sbaglia, ma non smette di cercare una forma di redenzione.
Sono usciti i primi due volumi. Quando arriverà il terzo?
Il terzo volume è in lavorazione ed è, senza dubbio, il più ambizioso. Chiuderà archi narrativi importanti, ma soprattutto porterà a compimento il percorso emotivo dei personaggi. Non voglio affrettarlo: Lockwood Tales merita un’evoluzione coerente e consapevole. Posso dire che non sarà un finale “comodo”. Ma sarà necessario.
Hai in calendario degli incontri dal vivo con il pubblico?
Sì, assolutamente. Negli ultimi mesi Lockwood Tales ha iniziato a uscire dalla pagina per incontrare i lettori dal vivo. Ho partecipato a eventi come BookCity Milano e sono stato selezionato per Casa Sanremo Writers 2026, dove sarò presente con interviste e appuntamenti dedicati alla saga, affiancato dalla prefatrice del secondo volume, Il Nuovo Ordine, l’attrice e regista Laura Carroccio. Sono inoltre stato selezionato per il Salone del Libro di Torino 2026 come autore self-published, una conferma importante del percorso intrapreso. Parallelamente, sto programmando presentazioni presso librerie, biblioteche e spazi culturali, oltre a incontri con quotidiani, radio e televisioni. La radio WRN, ad esempio, ha già dedicato due puntate a Lockwood Tales e sarà nuovamente coinvolta anche a Sanremo. Il contatto diretto con il pubblico è una parte fondamentale di questo progetto: Lockwood Tales non è soltanto una saga da leggere, ma un mondo da attraversare, discutere e condividere.
Nota aggiuntiva.
Lockwood Tales è un progetto in continua evoluzione.
Nel corso degli ultimi mesi ho sentito l’esigenza di tornare all’inizio della saga per rimettere mano ai primi capitoli, rendendoli più maturi, più oscuri e più coerenti con il percorso emotivo e narrativo che i personaggi compiono nei volumi successivi.
Non si tratta di una correzione né di una riscrittura dettata dal ripensamento, ma di una crescita naturale del progetto. Con il tempo, i personaggi hanno acquisito maggiore tridimensionalità: le loro scelte, i loro conflitti interiori, le relazioni che li legano non nascono mai per caso, ma da ferite, paure e desideri che meritavano uno spazio più consapevole già all’inizio della storia.
Questo lavoro di cesello mira a rendere l’ingresso nel mondo di Lockwood più intenso e più onesto, avvicinando fin dal primo volume il tono e la profondità emotiva che caratterizzano Il Nuovo Ordine. Un percorso che accompagna il lettore in modo più graduale, ma anche più coinvolgente, all’interno di un universo in cui nulla è mai completamente bianco o nero.
Nel tempo Lockwood Tales ha inoltre iniziato a vivere anche oltre la pagina scritta. Alcuni momenti e personaggi della saga sono stati accompagnati da temi musicali originali, pensati per amplificare le emozioni e offrire un’ulteriore chiave di accesso sensoriale a questo mondo narrativo. Un modo diverso di attraversare Lockwood, lasciandosi guidare non solo dalle parole, ma anche dalle atmosfere.
Grazie mille Marco, tornerò a intervistarti durante la lettura del primo volume… non vedo l’ora!
Roberta Usardi
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