“Confini” è un atto di resistenza interiore – Intervista al cantautore e attore vicentino EnriChe

“Confini” è il suo nuovo singolo, uscito lo scorso 25 novembre. Parliamo di EnriChe, cantautore e attore vicentino che definisce il nuovo brano “un dichiarazione d’amore alla memoria”. Lo abbiamo intervistato per saperne di più.
EnriChe, “Confini” è un titolo forte, quasi una dichiarazione. Qual è il significato più profondo dietro questa parola?
“Confini” è una linea di demarcazione immaginaria che segna la fine della realtà in cui ci troviamo, per dare inizio a quella realtà che vorremmo. Una sorta di desiderio profondo in cui tutti noi vorremmo trovarci.
Il brano è un “atto di resistenza interiore”. Da cosa nasce questa resistenza?
Nasce dal fatto che la nostra resistenza è una lotta interiore continua per respingere quegli aspetti negativi che cercano di raggiungerci.
In “Confini” si percepisce una forte connessione tra memoria e identità. Quanto sono legate per te?
Sono sostanzialmente la stessa cosa, non può esistere l’una senza l’altra. Siamo ciò che ricordiamo, per questo secondo me i ricordi non vanno mai rimossi, nemmeno quelli negativi, ma ascoltati e indagati.
C’è un’immagine o una frase che rappresenta meglio il senso del brano?
Credo che la prima frase del pezzo “sarà un ritorno alle origini” dia una forte indicazione del “luogo immaginario” che il brano stesso andrà ad indagare.
Come speri che il pubblico accolga questo singolo?
Nelle mie canzoni cerco di descrivere e di tradurre la “bellezza” secondo una mia interpretazione, per come la percepisco, e in qualsiasi forma si manifesti. Spero quindi di condividere questo mio “sentire” con chi si sente affine a questo mio “sentire”.
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